Il nuovo alunno della Scuola Xavier

Avevo dieci anni quando mio padre mi comprò il mio primo numero di Gli Incredibili X-Men. Li avevo già visti da qualche parte… anche se a quell’epoca non c’erano mica i film o i gadget dappertutto, probabilmente mio zio (grande collezionista Marvel) mi aveva mostrato qualcosina, o li avevo beccati sull’Uomo Ragno o i Fantastici Quattro, che leggevo distrattamente.

Da allora, comunque, non ho smesso, ho recuperato il recuperabile, e ora la roba legata ai mutanti occupa buona parte delle mie librerie. Si può dire quindi che con gli X-Men & Co. ci sono cresciuto, continuando nella lettura anche nei momenti peggiori (e ce ne sono stati, cazzo) e ritenendoli tra i miei personaggi preferiti. E usandoli spesso come riferimento quando parlo della maturità intrinseca (e a volte nascosta) dei fumetti popolari americani, con il loro carico di messaggi sull’uguaglianza, la tolleranza, per certi versi anche la militanza.

Figuratevi quindi che emozione quando dalla Panini mi hanno chiamato per chiedermi di sostituire per qualche mese il leggendario Luca Scatasta (inarrivabile editor storico della serie e persona gentile e garbata come poche) alle redini di Gli Incredibili X-Men, X-Men DeLuxe e Wolverine per qualche mese. Una splendida avventura, carica di lavoro e responsabilità, sulle traduzioni e gli editoriali di quelle testate storiche. Voi che leggete dovrete ancora leggere i frutti delle mie fatiche – a partire dagli albi di ottobre – mentre per me questa avventura sta per concludersi con gli albi che sto traducendo in questi giorni. Ma visto che LucaS ha già annunciato il mio arrivo su quelle pagine (su X-Men DeLuxe 185), mi sembrava fosse giunto il momento giusto per condividere con voi questa gioia.

È proprio vero, è il lavoro più bello del mondo 🙂

L’ultima pagina

Ho appena finito di scrivere l’ultima pagina del volume su Mauro Rostagno che troverete in libreria tra un mese. L’ultima che mi tocca scrivere, per la verità, visto che il secondo epilogo è affidato – nel segno dell’alternanza che abbiamo gestito sin dall’inizio – al mio prode pard Nico. Ma mi piace pensare che abbia a maggior ragione un senso il fatto che abbia scritto, inevitabilmente tra i singhiozzi, del funerale di Mauro, perché mi imprime un senso di “conclusione” a questa avventura (che in verità, prima della stampa non può definirsi conclusa, senza parlare delle presentazioni in giro che stiamo già pianificando). Quando è iniziata poco meno di un anno fa, vivevo a Torino da un anno (la città dove Rostagno è nato), avevo una situazione lavorativa, sentimentale, umorale ben diversa. Oggi sono tornato a Trapani, la mia città, quella a cui Mauro ha dedicato gli ultimi anni di vita e che l’ha amato e ammazzato, e negli ultimi mesi ho ritrovato un equilibrio su tanti fronti. La costante della presenza di questo libro continuamente in crescita con le sue 120 tavole mi ha accompagnato, confortato e forse anche indirizzato, specie nella decisione di tornare in Sicilia, per provare a fare la mia parte ancora una volta più attivamente. Anche con questo libro.

PS: Il disegno qui su è come al solito di Giuseppe Lo Bocchiaro, che ha dato l’idea di dedicare oggi questa immagine a Libero Grassi.

Cartoline dal Benelux



Grazie ai ragazzi di Silvester e di Pinceel, a Silvio Van der Loo, Ann Jossart, Frederik Van Wonterghem e Felice Miluzzi e tutti gli altri per la bellissima esperienza.

Panini

Da bambino ho imparato a leggere con i Fantastici Quattro. Giuro, con gli albi Fantastici Quattro Gigante della Corno che trovavo nelle buste a sorpresa. C’era quella prima pagina con il colophon con le facce dei personaggi, e provavo a indovinare come si chiamassero. Poi, dopo qualche anno tra il Corrierino e Topolino, sono tornato ai supereroi, giusto in tempo per vedere il passaggio tra Star Comics e Marvel Italia/Panini. E in mezzo centinaia e centinaia (anzi, direi migliaia) di letture. E i gadget di X-Force #0, e i posterini di Marvel Mania, e la fanzine per la quale ho intervistato Giuseppe Guidi (da una cabina del telefono, sotto la pioggia), e l’amore per la Ken Parker Collection, la scoperta di quel gioiello che era ed è Rat-Man, e quella Lucca Comics dove ho conosciuto MML, Stefano Munarini e Cris Grassi. E adesso, prendo il contratto su carta intestata Panini Comics, metto il mio nome in fondo, e gongolo per essere diventato ufficialmente un editor di quella casa editrice.

Qualche chiarimento per gli amici (e perché no, per i nemici all’ascolto). Continuerò a sceneggiare, a costo di fare le ore piccole (ma tanto, lo faccio già…). Ho tanta roba in arrivo, già pronta o in lavorazione, e quest’anno sarà decisivo su quel fronte. Continuerò anche a lavorare con Edizioni BD, almeno finché MarcoS e Andrea mi sopporteranno :), in particolare sui cari vecchi Invincible e Savage Dragon e sulla roba Avatar Press, a cui tengo molto. Al momento il mio impegno con Panini riguarda dei bei volumozzi francesi e una collana a misura di nerd (quindi adattissima al sottoscritto), ossia For Fans Only, e in mezzo qualche chicca qua e là, traduzioni comprese. Spero anche di riuscire a infilare in mezzo a tutti sti giornalini qualcos’altro di più “impegnato”, ma è presto per parlarne. Stiamo a vedere… intanto ho di che bullarmi 🙂

A proposito di parole

Aspe’, sta già finendo marzo? E i miei buoni propositi di aggiornare il blog? Cosa posso dire… sono stato fagocitato da cose più importanti dello specchio del mio ego (che sarebbe questo blog, sì).

A proposito di parole tradotte. Sull’ultimo Mega o Anteprima sono presenti OTTO volumi su cui ho lavorato come traduttore o supervisore. Mentre li contavo io stesso non ci credevo. Tra questi posso citarvi senz’altro Black Summer e Anna Mercury di Warren Ellis, frutto dell’accordo BD/Avatar, e i consueti Invincible e Savage Dragon. E altri quattro bei tomi di cui non posso parlare ancora. Giusto per farvi capire cosa mi sta tenendo impegnato (tra le altre cose) in queste settimane e perché non sono così presente come prima su queste colonne virtuali.

A proposito di parole inventate. Ho appena finito di scrivere metà di una breve sceneggiatura per il solito Lelio, per una storia che farà parte della mostra collettiva Futuro Anteriore ospite anche quest’anno al Napoli Comicon. E così, per il terzo anno di fila (dopo le tavole di Resistenze e quelle di Peppino) c’è una mostra con roba mia e di Lelio al Comicon 🙂 Bolle parecchio altro in pentola ma aspettiamo ancora un po’…

A proposito di parole nelle enciclopedie. Sono su Wikipedia. Giuro che non mi sono fatto io la scheda (ma perché, è così facile?). Eh sì, ci stanno porcieccani oramai, su wiki.

A proposito di parole a sproposito. Non ho avuto il tempo e – non è poco – la voglia di discutere di una vicenda che riguarda anche me ed è la periodica polemica/caso/denuncia del momento del radioso mondo del fumetto. Chi mi conosce bene sa che sono coinvolto anche io, e che sono incazzato. Chi mi conosce ancora meglio sa che sono convinto che queste cose non possono essere risolte nei forum, e che certi approcci creano ancora più danni, specie se partono in maniera incontrollata. Si rischia (come è accaduto) che qualcuno parli a sproposito o abbia un’uscita infelice, invalidando tutte le argomentazioni delle parti lese. E su vicende di lavoro e spesso anche personali arrivano a mettere bocca persone che sono molto poco informate sui fatti arrivando a effetti paradossali (come quelli che, mentre si discute del problema dei pagamenti mancati ai traduttori, praticamente si propongono come stagisti-traduttori a costo zero…). Meglio lasciare queste cose a sedi più opportune. Io in ogni caso non mi pronuncerò oltre, a meno che non ci vediamo al bar e io abbia voglia di parlarvene. Sia per rispetto verso i miei attuali datori di lavoro, sia verso chi è rimasto tra i miei ex datori di lavoro verso cui nutro stima. Credo sia una posizione legittima tanto quanto quella di chi decide di denunciare pubblicamente. Grazie per l’interessamento agli amici che via mail o facebook mi hanno chiesto un parere sulla cosa, ma questo è quanto mi sento di dire.

UPDATE: Come era prevedibile, qualcuno strumentalizza quanto sopra. Vorrei solo dire – nel caso il mio italiano non fosse chiaro o che vi facciate sviare da certe interpretazioni – che parlarne come ho fatto non significa volere spegnere i riflettori, ma: 1) si riferisce a una mia posizione personale, dovuta ahimé a una certa esperienza in vicende simili… sono certo che la cosa non si esaurirà facilmente e certamente non perché io non ho voglia di parlarne; 2) mi sembra che già il semplice parlarne faccia tutt’altro, evidentemente, che spegnere i riflettori sul caso. Quanto ai bar, alcuni sappiate che li evito per la brutta compagnia.