Vivo sono

Oh, nessun problema. Non sono rimasto a vagare in quel di Mantova, tra paludi puzzolenti e distese di letame. Sono tornato dopo una fiera che definire intensa è poco, passata tra la sala conferenze e lo stand. Soddisfatto, sì. Soddisfatto per le conferenze (specie per quella con Roberto Recchioni, che mi è valso i complimenti e la stretta di mano di un signore uguale-uguale a Sergio Bonelli). Soddisfatto per la compagnia, per la gente ritrovata (ciao Carletto) e conosciuta. Un po’ deluso dalla persona Loeb, condivido le cose scritte da Roberto. In effetti negli scorsi anni ci è andata sempre bene, quest’anno è capitato qualcuno un po’ meno amabile. Le conferenze, anche se sono state meno degli anni precedenti, credo siano state più intense. Metteteci in più arrivo e partenza da Torino con scatoloni al seguito, e capite perchè sono stato abbastanza devastato in questi giorni. Prossimamente qui e/o su Facebook foto e disegnini raccolti (due, ma che disegnini!). Grazie ancora una volta a Sara, Franz, e tutti i giovini dello staff per il supporto e l’accoglienza.

Nella foto: il sottoscritto mentre assiste a un momento poco vivace del Comicus Prize, al mio fianco Snoopy Dogg, alle sue spalle si scorge la pelata del Mun@, dietro di me invece si intravede un minaccioso Giulio Cesare Cuccolini.

Ritornare è un po’ morire

Eccomi. Non avete idea. Non. Avete. Idea. Forse potete immaginarvi un po’ quello che ho passato in questi giorni leggendo le cronache.
Prima l’esame all’Ergife. Qui le cronache di Corriere, TgCom e Repubblica.
Con quella bella esperienza alle spalle, ho preso il primo treno utile per Pisa, arrivando dopo mezzanotte. La mattina dopo sono stato a Lucca, ed è partita la seconda maratona. Qui le cronace di Sole24 Ore e Repubblica. E sopratutto, qui il colossale specialone di Comicus.it (un applauso ai ragazzi, prego). Dal disegno di Daniele Tomasi qui su (parodia del manifesto di Leo Ortolani) potete avere un’idea dello stato di confusione di quei giorni lucchesi.
Io in due giorni ho condensato il solito stress che di norma distribuisco su quattro giornate. Sono stato (poco, per la verità) allo stand Beccogiallo, ho fatto costruttive, divertenti e importanti chiacchierate con tanti amici, ho comprato poco ma buono (anche se avrei voluto comprare di più). L’unica fila l’ho fatta da Gipi, giusto per chiedergli di scrivere anche solo “due parolacce”. Poi vi dirò cosa m’ha scritto quella canaglia. Dovrei fare il consueto elenco con tanto di link di quelli che ho incontrato, salutato, conosciuto. Non lo farò, perché sicuramente dimenticherei qualcuno e poi chi vi sente, eh. Cito solo due persone, tra i più cari amici su cui posso contare: Francesco Farru e Carlo Del Grande. Anche se siamo “cresciuti”, abbiamo condiviso tante piccole grandi avventure che quando ci rivediamo sembra una rimpatriata tra fratelli.
Poi sono contento di avere chiarito alcune cose, di aver preso decisioni fondamentali, di avere firmato finalmente il contratto per il fumetto su Peppino Impastato con Beccogiallo (ebbene sì). Sono davvero contento del mio incontro con il grande John Romita Jr, dopo anni di scambi epistolari via email, della resa finale di Mono #5 dell’anellino di Lanterna Verde regalatomi da Sergio e Gianluca.
Questa credo sarà, per molti motivi che dirò presto a voi affezionati lettori e agguerriti detrattori, l’ultima Lucca “di questo tipo”, per me.
E sono stanco, sì, ma soddisfatto.

Napoli Comicon 2008

Beh, che dire. Un’edizione speciale e memorabile per il sottoscritto, e stando a quanto sento in giro, un’edizione bella e piacevole come sempre. Come sapranno i lettori più fedeli del bollettino di guerra, inizialmente non sarei manco dovuto partire. La necessità di discutere di persona alcuni progetti, e in seguito la notizia della nomination, mi hanno spinto a partire approfittando di un viaggio tutto sommato economico. Arrivo sabato mattina, direttamente in fiera, con il pard Claudio Stassi, e dopo un’importante chiacchierata chiarificatrice, faccio subito qualche giro e qualche acquisto (Black Kiss del maestro Chaykin il primo volume comprato). Mi assento per qualche ora a pranzo per andare a cercare l’ostello (ottimo, La Controra, in via Salvator Rosa) e al ritorno mi siedo allo stand Beccogiallo, e poco dopo arriva mastro Franz Ripoli (vedi foto sopra). Approfitto di un momento di pace per chiacchierare con i Becchi dei prossimi eventuali futuri progetti insieme, e con Max e Emanuele di Tunué sul numero 4 di Mono, purtroppo in ritardissimo. Prima della premiazione, vado in giro a scattare qualche foto.
Vado allo stand Planeta, dove troneggia il monumentale volume dedicato alla Morte di Superman.

Ci trovo anche Roberto Recchioni e Andrea Ciccarelli, chissà di che ridono…

Al Comicon quest’anno erano esposte alcune tavole tratte da Resistenze. C’erano anche quelle di Sergio, quelle mie e di Lelio e quelle di Claudio e Giovanni Di Gregorio.

Purtroppo non ho potuto vedere nessun’altra mostra, e mi spiace parecchio: quelle ospitate al piano di sopra, tra cui quelle di Mattotti e Micheluzzi, mi viene detto che sono fantastiche, ma pur rimandando l’occasione a domenica mattina, non ho avuto più il tempo di farci un salto.

Ne ho approfittato per incontrare e salutare alcuni amici e conoscenti, dal prof. Di Nocera a Pietro Di Gianpietro, da Gianfranco Giardina (con Roberta) e Emo Longobardi (foto sopra) a Nadia Rosso e Fabio Maglione (foto sotto). C’era anche la truppa di Comicus, da Gennaro Costanzo a Giulio Capriglione e Fausto “Zapman” Ruffolo, passando per gli storici Stefano Perullo e Daniele Mancino (che si sono passati il testimone su Mega), uno sfuggente Alessandro Bottero, tutta la ciurma Beccogiallo (con Giorgio Fratini, a cui ho fatto i complimenti per Sonno Elefante) e i soliti Claudio Calia, Emiliano Rabuiti, Alessandro Di Virgilio, Davide Pascutti, i due Luca (e complimentoni al Vanzella). E i giovanotti della Double Shot, che mi hanno regalato un bel cohiba fumato alla sera per festeggiare. Poi i paninari, come il maestro Franz Meo, il boss Andrea Rivi e il grande Stefano Munarini, ed è passato mio fratello Karlo con dolce metà. E accompagnato dalla sua dolce metà, Manu, anche il mio capo, sua eccellenza Alessio Danesi. E chissà quanta altra gente dimentico e quanti altri non ho proprio visto.

Dopo un po’ io, Franz e Claudio andiamo a prendere posto nella sala della premiazione, insieme ad alcuni amici. C’era Giorgione Pontrelli (che poi in serata ci riserverà una dozzina di brindisi) e il grandissimo Daniele Caluri.

Giuro che non avevo idea di come sarebbe andata a finire. Franz aveva intuito qualcosa, io avevo capito male una dritta, e mano a mano che ci si avvicinava all’ultima categoria, meno ci credevo. Ed è per questo che sono rimasto autenticamente sconvolto quando la vittoria è stata annunciata (e grazie ai tanti amici ed estimatori in sala per avere fatto un’ottima claque) e sono salito sul palco con le gambe tremanti. Ed è per questo che non avevo idea di cosa dire (se non la certezza che Franz non avesse voglia di parlare in pubblico), quindi ho esordito con “non ho parole” quando Claudio Curcio e Luca Boschi mi hanno passato il microfono, e il figlio di Attilio Micheluzzi mi ha passato il premio. E mi sono corretto subito, spiegando che “non era una scusa per non dire nulla, perché in verità di cose da dire ne avevo parecchie”. E in effetti ho sproloquiato a lungo (qui c’è qualche estratto dalle mie dichiarazioni) e ho dedicato il premio a Giorgio e Luciana Alpi.

Sinceramente il resto è tutto confuso… sapete quanto ci tenessi a questo Premio e quanta stima ho per l’organizzazione del Comicon. Ho abbracciato e ringraziato un mare di gente, ho stretto la mano con grande stima al maestro Ivo Milazzo, presidente di giuria, che già a Lucca si era complimentato con noi, sono stato intercettato da due giornalisti curiosi e poi di corsa allo stand per brindare e per i complimenti degli “intimi”.

Inevitabile la tappa alla Pizzeria Vanvitelli nell’omonima piazza, con i ragazzi di Tunue’ e di Beccogiallo e vari amici, tra brindisi, chiacchiere, pizze e cotillons. Degna conclusione di una splendida giornata dove il supporto degli amici e dei colleghi si è sentita ben oltre gli applausi. Quindi un grosso grazie va a tutti coloro che ci sono stati vicini, che ci hanno supportato e sopportato, che hanno promosso il nostro volume e che hanno creduto nel nostro intento di denuncia. E adesso basta che sto diventando diabetico.

Ps: La congiuntura economica internazionale, il terrorismo, l’euro, gli zingari e i rumeni ma sopratutto il buco nel bilancio lasciato dal precedente governo non ci permettono di mantenere fede agli impegni promossi in campagna elettorale. Ma promettiamo che al secondo mandato non mancheremo di mantenerli. Ma per Alitalia ci stiamo muovendo comunque, probabilmente sarà la Giochi Preziosi ad aquistarla.

Sassari

Mai stato prima in Sardegna, e devo dire che ne sono rimasto tanto affascinato che ci tornerò sicuramente. Cittadine tranquille e in fase di riqualificazione, entroterra pieno di verde, mare splendido (e dire che sì, sono abituato bene).

Sassari è una bella città, il centro storico è un cantiere a cielo aperto. Viuzze che si arrampicano su e giù sulle collinette e si aprono su delle belle piazze. E poi c’è una via dal nome misterioso:

Nonostante la straordinaria media di belle ragazze, mi ha fatto desiderare di cavarmi gli occhi una sosia (ancora più) vecchia di Cher che usciva da questa auto:

L’incontro è andato bene, c’erano più di trenta persone, tutte coinvolte e interessate, buon risultato visto l’orario infelice e la giornata a metà settimana. Essendo all’interno dell’Università (Scienze Politiche), come prevedibile si è parlato più che altro del caso Alpi o della “curiosità” di trattare certi temi a fumetti.

Erano presenti anche amici come Bruno Olivieri (che ha scattato la foto qui su e quella qui sotto), avventuratosi da Cagliari per venirci a trovare, e Bruno Enna, un gentleman. E un altro vero gentleman, non smetterò mai di dirlo, è Emiliano Longobardi, che mi ha ospitato, scarrozzato e trattato da signore, e a cui va il mio pubblico ringraziamento, mentre a voi lettori va il mio sguardo truce.

Riccione

Ieri ricorreva il 14° anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. L’associazione Ilaria Alpi mi ha invitato a Riccione, dove ha sede, per un incontro con alcuni studenti riguardo il giornalismo a fumetti in generale e il libro in particolare. L’incontro è andato bene: i ragazzi erano curiosi e interessati, i docenti soddisfatti, anche le ultime file si sono zittite quando l’azione intimidatoria di un prof è andata a buon fine. Il giorno prima ho reincontrato Paolo Guiducci (di Fumo di China), che mi ha intervistato per una radio locale e ho girato un po’ per Rimini. Devo ringraziare Barbara, Sara, Elisa e Bea per l’ospitalità e per avermi scarrozzato a destra e a sinistra, oltre ovviamente per l’invito e l’organizzazione dell’incontro.