Mauro e Ilaria

Casualmente, proprio nella settimana in cui Giorgio Alpi ci ha lasciati, la riedizione di Ilaria Alpi arriva in libreria. Un altro motivo per sentirci carichi di responsabilità per il nostro lavoro.

Una sensazione che si rinnova anche con la lavorazione su Mauro Rostagno con Nico e Giuseppe. Qualche giorno fa ho raggiunto la figlia e la compagna di Mauro, Maddalena e Chicca, a Torino, per una lunga intervista che apparirà in coda al volume. E intanto il fumetto continua a prendere forma, e il buon LoBo continua a sfornare vignette come questa, che a mio dire colgono benissimo l’essenza dello sguardo di Mauro: dolce e deciso allo stesso tempo.

Ilaria Alpi – Il prezzo della verità torna in libreria

Oddio, non che il libro fosse mai andato da qualche parte. Ma vista la richiesta continua di copie, vista la difficoltà a trovarle, visto che la prima edizione non aveva avuto la distribuzione eccellente degli ultimi titoli Beccogiallo, eccovi una riedizione. L’ho già annunciato su Twitter e FB, è la volta di parlarne su questo blog che mi rendo conto è sempre più trascurato.
La nuova edizione di Ilaria Alpi – Il prezzo della verità sarà rivista e corretta, avrà una nuova copertina, sempre opera del maestro Franz Ripoli, un apparato redazionale aggiornato (a maggior ragione alla luce degli inquietanti ultimi sviluppi) e verrà pubblicata nel nuovo formato più piccolo (identico quindi a quello di Peppino Impastato – un giullare contro la mafia). Troverete il volume in tutte le librerie e fumetterie da metà luglio, alla modica cifra di 15 €.

Vi ricordo che il libro contiene oltre al fumetto scritto da me e disegnato da Franz (e letterato da Andrea Gadaldi) una prefazione di Giovanna Botteri (attualmente inviata del TG3 a New York), una postfazione di Giovanna Mezzogiorno (interprete di Ilaria nel film Il più crudele dei giorni, e un’intervista a Mariangela Gritta Grainer condotta da Francesco Barilli.

Processo Alpi da rifare?

Intervista di Roberto Scardova per il Premio Ilaria Alpi.

Un appello per Ilaria e Miran

Ricevo e rigiro molto volentieri, invitandovi a firmare:

COMUNICATO STAMPA

VERITA’ E GIUSTIZIA PER ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN

“Noi vogliamo verità e giustizia, noi chiediamo verità e giustizia”. A sedici anni dalla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la giornalista e l’operatore del Tg3 Rai uccisi il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, l’Associazione Ilaria Alpi lancia un appello al Presidente della Repubblica, alla magistratura, alla politica e a tutti gli italiani per individuare i mandanti e gli esecutori del duplice omicidio.

L’appello è stato lanciato al Festival internazionale di giornalismo in corso a Perugia. LO SI PUÒ FIRMARE presso la Sala stampa-Hotel Brufani (piazza Italia 12 Perugia) e sul sito http://www.premioilariaalpi.it/verità-e-giustizia-per-ilaria-e-miran.htm.

“Dopo sedici anni, lunghissimi e dolorosi – si legge nell’appello dell’Associazione – si sa quasi tutto di quel che accadde quella domenica di marzo e perché. Si sa che fu un’esecuzione, come ha scritto lo scorso 17 marzo, il Gip Emanuele Cersosimo del Tribunale di Roma nel respingere la richiesta di archiviazione: “un omicidio su commissione, organizzato per impedire che le notizie raccolte da Ilaria Alpi e Miran Hrovatin su traffici di armi e di rifiuti tossici, venissero portate a conoscenza dell’opinione pubblica”.

Le prove non mancano. Sono quelle “custodite” nei documenti e nelle testimonianze accumulate attraverso le inchieste della magistratura, quelle parlamentari e quelle giornalistiche.

Ma perché, si chiedono i firmatari dell’appello, non si è ancora arrivati a una verità giudiziaria? Chi non vuole la verità e perché?

“Noi – si legge nell’appello – chiediamo alla Magistratura di procedere nell’accertamento delle responsabilità, di individuare esecutori e mandanti. Noi chiediamo alla politica un impegno deciso affinché tutte le verità connesse al duplice omicidio vengano alla luce.

Noi chiediamo al Presidente della Repubblica di farsi garante nei confronti dei familiari e di tutto il Paese che vogliono e hanno diritto ad avere verità e giustizia”.

Inviati in Somalia per seguire la guerra che stava insanguinando il paese africano e le operazioni militari realizzate dagli Usa con l’appoggio dei Paesi alleati, fra cui l’Italia, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin probabilmente avevano scoperto inquietanti traffici internazionali: armi ai “signori della guerra” somali in cambio di terre per lo smaltimento di rifiuti tossici. Un traffico che avrebbe coinvolto organizzazioni criminali come la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra. Il tutto con la copertura e la complicità di strutture di potere pubbliche e private.