A Milano e a Roma

Fine anno in movimento. A Milano Domenica 23 novembre alle 19.00 mi troverete alla Libreria Gogol & Co., in via Savona 101. Con due amici e pregevolissimi autori, Benedetta Tobagi e Giorgio Fontana, parleremo di Jan Karski, fumetti, memoria e chissà quant’altro. Qui l’evento su Facebook. A Roma A inizio dicembre, invece, sarò ospite di Più libri più liberi. Il 3 dicembre alle 9:30 sarò a Viterbo, ospite dell’Istituto Magistrale, per un incontro con gli studenti delle superiori dove chiacchiereremo di graphic journalism. Il 4 dicembre alle 10:00, con Francesco Ripoli e la scrittrice/assessore Lidia Ravera, mi troverete all’incontro inaugurale del festival nella Sala Diamante del Palacongressi dell’EUR, dove si farà il punto su Più libri più storie, la programmazione scolastica di Più libri più liberi. C’è un altro incontro in attesa di conferma a ridosso di Natale, ma intanto direi che può bastare.

Annunci

Su la Repubblica

 

Il 15, il giorno della sentenza Rostagno, è apparsa su Repubblica (edizione di Palermo) un’intervista che avevo rilasciato a Giuseppe Rizzo ormai qualche settimana fa. Ve la ripropongo. Si parla di Jan Karski, delle mi ispirazioni e della mia esperienza. E di questa terra maledetta e benedetta.

repubblica1 repubblica2

20 anni senza Ilaria e Miran

A Ilaria Alpi penso spesso. Un’inchiesta sul suo lavoro e sulla sua morte è stato il mio primo fumetto “lungo” e in volume, la prima graphic novel che ho pubblicato, nel 2007, per Beccogiallo. Non solo fu l’occasione per lavorare con un fuoriclasse come Francesco Ripoli, ci portò a vincere un premio importante come il Micheluzzi e ci mise in contatto con gli amici dell’Associazione Ilaria Alpi, ma fu innanzitutto il modo per sperimentare personalmente un metodo d’inchiesta giornalistico dietro una sceneggiatura. Stavo a Palermo, finivo il master in giornalismo e lavoricchiavo sul campo, e vedevo che in quelle ricerche su un omicidio così lontano erano necessari gli approcci che mi avevano insegnato, mediati da una consapevolezza del medium che non avevo ancora fatto mia (e forse manco adesso, chissà). Tra le carte, le interviste, i filmati, le foto che ho consultato o fatto per scrivere quella sceneggiatura, spiccava la relazione di minoranza e la controrelazione di Mario Burgarelli scritte al termine dell’unica commissione d’inchiesta dedicata al caso Alpi-Hrovatin (unica nonostante ogni governo a ogni insediamento, da allora, ce ne promette una). La stessa commissione il cui verdetto finale, per bocca del presidente Taormina, diceva in sostanza che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin erano due turisti sfortunati. Quelle altre due relazioni non solo sbugiardano Taormina, sottolineando le mancanze e gli errori nell’inchiesta della commissione, ma ci ricordano che i limiti imposti nel cercare la verità su questo omicidio sono imposti dallo Stato stesso (potete leggerle tutte a questo link http://www.ilariaalpi.it/?p=1227). Negli anni da allora, ho avuto modo di parlare di Ilaria e Miran in tante scuole, dalle medie alle superiori, così come in teatri e in università. Ogni volta, lo stupore dei ragazzi emerge non quando racconto della crudezza dell’esecuzione o delle possibili scoperte in quel paese lontano, ma quando racconto delle videocassette e degli appunti spariti nel tragitto da Mogadiscio a Roma su mezzi militari, dei segreti di stato apposti su varie carte, dei testimoni che spariscono nel nulla. È lo stesso stupore che leggo quanto racconto delle assurdità emerse intorno all’omicidio Rostagno e alle indagini.  Ilaria e Miran mi ritornano in mente quando nelle nostre ricerche mi imbatto in vicoli ciechi, coperture, mascariamenti. Penso anche a Giorgio e a Luciana, alla loro forza quando spesso sono stati lasciati soli dalle istituzioni o sviati nella loro ricerca.

Se veramente vogliamo trovare la verità su queste vicende (e sulle conseguenze che ci toccano direttamente: traffici di droga, armi, rifiuti) spetta a noi, noi che indirizziamo attraverso il voto e l’impegno la macchina dello Stato, insistere, batterci, votare coscientemente, discutere, partecipare e informarci. Che sia attraverso un fumetto, un libro o il sito www.ilariaalpi.it.

Ilaria Alpi, 17 anni fa, oggi

Il 20 marzo 1994 un commando di cui non si conoscono né i mandanti né effettivamente tutti i membri uccise la giornalista Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin. Nel 2008 ho avuto l’onore di raccontare la loro storia (insieme a Francesco Ripoli, per Beccogiallo) in un fumetto, che chi segue questo blog credo conosca già bene. Anche a seguito di una riedizione la scorsa estate, ho avuto occasione di parlarne non solo in una serie di conferenze a Rimini e Riccione nei giorni scorsi, ma anche in due interviste: su LaStefani.it e su Comicom.it.
Quella che vedete qui sopra è una delle proposte di Franz per la copertina della riedizione (la mia preferita, tra l’altro), una chicca per voi e un omaggio a Ilaria e Miran.

Ilaria Alpi e il parere dei lettori

Anobii è un enorme social network dedicato agli appassionati di libri, che si scambiano pareri e consigli. Oltre a una marea di libri a cui ho partecipato nelle mie varie vesti, da traduttore, a editor e coordinatore, ci sono anche i due volumi che ho scritto per Beccogiallo, Peppino Impastato e Ilaria Alpi.

In occasione della riedizione di Ilaria (tra l’altro da qualche giorno disponibile per la vendita on line anche su IBS), vi ripropongo alcuni pareri scritti su Anobii dai miei lettori. “I miei lettori”… fa impressione dirlo…

E’ anche a fumetti, ma spiega bene ciò che potrebbe essere successo alla Alpi. Solite storie: servizi segreti, traffico di armi e rifiuti tossici stoccati in Somalia, rifornimenti di cibo scambiati con armi e mandati in Africa, nessuna verità sll’omicidio Alpi- Hrovatin.
Italia sì, Italia (meglio di) no.

***

Graphic Novel dolorosa, concepita per non dimenticare l’uccisione della giornalista Ilaria Alpi e del fotoreporter Miran Hrovatin, ancora avvolta nel mistero, dopo 13 anni.
La forza di un lavoro come questo sta tutta nel risvegliare l’attenzione su argomenti importanti che ai piu’ distratti come me, sarebbero passati.
Un “fumetto” per giunta disegnato da un tuo paesano, riesce ad appassionare molte voci perchè gioca su registri non pesanti, gradevoli anche su storie tragiche.
La realta’ di casa tua.

***

Preso per curiosità, interesse, novità… questo libro mi è piaciuto! In primis per la struttura a gambero: dall’uccisione della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin si scorre fino alla ricerca delle cause dell’agguato di cui sono state vittime a Mogadiscio il 20 marzo 1994.

Ogni capitolo è introdotto da un tassello del puzzle che focalizza un particolare importante per lo snodo della vicenda. Preceduta da una bella introduzione della collega Giovanna Botteri, questa “graphic novel” termina con una ricca appendice: la cronistoria (dal 1949 al 2007) con un parallelo tra la vita di Ilaria Alpi e la storia della Somalia, una breve analisi alla lettura dei singoli capitoli, una carrellata su testimoni e voci al processo per l’omicidio dei due giornalisti, una precisa intervista a Mariangela Gritta Grainer (consulente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul caso) e qualche impressione di Giovanna Mezzogiorno che ha girato un film interpretando Ilaria Alpi (questo l’ho trovato superfluo e un po’ superficiale, ad essere sincera).Infine, una bibliografia a 360 gradi, che spazia da testi e giornali fino a documentari televisivi e siti internet per approfondire la vicenda.

Graficamente ho trovato molto accattivante l’espressività dei volti acquarellati e lo zoomare sui dettagli (vedi pag 41 – 42 e 71). Come se guardasse in una lente di ingrandimento, l’occhio del lettore ne viene colpito e la storia si arricchisce di informazioni. Un gioco di sintesi (talvolta simmetrico tra i capitoli) nulla toglie alla chiarezza e all’essenzialità della cronaca.

Per chi come la sottoscritta abbia imparato da poco ad apprezzare il mondo dei fumetti, questa lettura credo sia un buon inizio…
Sì, bello!