Manuela Arcuri e gli eroi dei nostri tempi

Rilancio qui un pezzo pubblicato pochi giorni fa nel mio blog su L’Unità.it. Cliccate qui per vedere la pagina, con tanto di vignetta di Giuseppe Lo Bocchiaro.

La scorsa settimana, stava per avvenire uno di quegli strani cortocircuiti mediatico-culturali a cui ci stiamo forzatamente abituando: la strabordante attrice Manuela Arcuri rischiava di trasformarsi lentamente in un’eroina dell’anti berlusconismo. Quando ci si era fermati a quel “no” rivolto al mammasantissima Silvio, tutti cominciavano a pensare che la bella Manuela nascondesse quell’orgoglio di un’Italia che – appunto – sa dire no a raccomandazioni, svendite del proprio corpo, ingiustizie. Già me la vedevo, ospite dei salotti buoni della sinistra (televisivi e non), idolatrata come la nuova Serracchiani, opinionista de Il Fatto Quotidiano. Ci sarebbe quasi da farle una statua… ah, no, nell’Italia delle vittime di mafia negate ci sta già una stata alla Manuelona. In verità, come spesso accade e come s’è scoperto pochi giorni dopo, dopo quel no c’era un “ma”. “Prima vedere cammello”, pare abbia detto la Manuela a Berlusconi tramite il “presunto pappone” Tarantini. Prima la conduzione di Sanremo, poi lo ius primae noctis al potente. Manuela arcuri non è un’amazzone, una suffragetta, una Wonder Woman de noantri. È una di quelle persone che “prima vogliono vedere il cammello”, furba tra i furbi. Da quello che si evince da questi fattacci, è scaltra tra gli scaltri, nella maniera del “frego il prossimo prima che freghi me”… e si potrebbero usare altri sinonimi più volgari ma più azzeccati.

In questa storia, non ci sono eroi. Né tanto meno “eroi popolari”, come ha definito ieri Ferrara nel suo Radio Londra l’amico Berlusconi. Ci sono solo miserie e bassezze, povertà intellettuali e d’animo. Non ci sono gli eroi di Zola, Verga o Dickens. C’è la povertà di Tarantini, che per mantenere il suo tenore di vita, porello, deve ricevere 20 mila euro al mese dal benefattore Berlusconi (più una tantum di 500 mila!). Ci sono cumenda e servi, deputati annebbiati e direttori di rete compiacenti, ragazzine viziate cresciute a pane e Non è la Rai, aspiranti miss “qualunque cosa” e private di valori come l’onore (inteso nel senso del rispetto di sé) da 30 anni di rincoglionimento da Tv commerciale. Ci sono procuratori che ritardano le indagini, capi di stato che ci deridono o che ne approfittano, avvocati pronti a negare l’evidenza con ogni magheggio, giornalisti che scavano nel sempre più torbido e altri che si appellano alla contorta figura del “dandy” per definire puttanieri malati di sesso. C’è un insieme di gentaglia da torbidi Night Club di provincia che non è qualificata per governare un paese in alto mare.

Non ci sono eroi in questa storia. Solo squallide comparse di un’Italia – ahinoi – troppo vera.

Mumbling mumbling (2)

Un paio di mesi fa vi ho segnalato i post del blog Mumble mumble, affidatomi in buona fede da L’Unità. Torno a segnalarvi gli aggiornamenti (dal più recente), e a farvi notare le piccole variazioni dell’impostazione di questo blog, giusto per dire che non verrà messo da parte a favore del suo compagno ancora più rosso.

Le iniziative dei fumettisti in risposta alla catastrofe giapponese
Tsunami, i mangaka reagiscono con un sorriso

Non tutti i magrebini la pensano come noi
Il tunisino “lumbard” e Gheddafi

Un’immagine vale più di mille parole
Ossimoro

Guy Delisle ci racconta dei regimi
Come ridere delle dittature

Prove e controprove delle contraddizioni berlusconiane
I posteri e Youtube


Intervista a Giovanni Di Gregorio, sceneggiatore bonelli residente a Barcellona
Quando il cervello dietro Dylan Dog è in fuga

Riflessione sulla morte di un membro dei Fantastici 4 e sulla gestione degli spoiler
Non più 4, ma ancora fantastici

Annunci di anziani soli
AAA PresdelCons offresi

Un raffinato commento politico sulla giornata odierna

In linea con la dignità della politica attuale. Abbassiamo il livello, che ci adeguiamo al loro, e facciamolo sfruttando quei meme internettiani che i nostri governanti per lo più sconoscono. Che siano vigliacchi, venduti o (dio o chi per lui ce ne scampi) convinti.

Ruderi in tv

Nella foto, un cosplayer di Philippe Daverio

Spero non diventi un’abitudine perché ne va della mia sanità mentale, ma anche giovedì scorso ho commentato in diretta Annozero su Twitter. La combinazione Veltroni-Porro-Bondi è stata dura da reggere ma ce l’abbiamo fatta. Ecco il diario di guerra:

anche ad #annozero la moda di facebook di usare facce dai cartoni: Bondi è il cane di Heidi, Veltroni è Chobin

Porro è proprio fastidioso, cazzo. Nomen omen?

Scamarcio è proprio un uomo da cinema! non guarda mai in camera! GENIO!

Andrea Purgatori è uno bravo. Tra l’altro dei 3 a parlare in piazza finora è l’unico che ha dimostrato “cultura” parlando in italiano.

ah! una fugace inquadratura di Valeria Solarino! tra ste tante facce di chobin finalmente qualcosa da cui restare ammaliati

Veltroni ricorda cosa ha fatto per la cultura quando era ministro, MA ANCHE quando era sindaco di Roma

perché quando si parla di gianni letta si deve dire sempre “dottor gianni letta”? ma che, gianni è il secondo nome?

Bondi dice tante di quelle banalità che potrebbe essere deputato del PD (arre’, “dottor gianni letta”…)

se bondi avesse le palle gli fumerebbero mentre parla travaglio

crolla pompei e i miei gatti crollano per il sonno con le parole di bondi

vabbe’ s’è capito che l’unico rudere che interessa a Bondi è Berlusconi

Philippe Daverio è troppo finto per essere vero

Qualcuno dica a Garrone che è vero, Bondi ha visto Gomorra! Ha detto che è il suo film di fantascienza preferito dopo La storia infinita

La proposta del governo sarà ospitare i cittadini dell’Aquila dentro i termovalorizzatori inutilizzati in Campania

bisognava aspettare che crollasse Pompei per capire come sta messa male.Aspettiamo che cada il governo per capire come siamo messi male?

NO! Il Tea Party italiano! Ha la stessa faccia da fesso e parla di privatizzazione come quei buzzurri corrispettivi americani. OH MY GOD

okay, con l’immagine del sosia di Jean Claude di sensualità a corte come esponente del tea party italiano posso morire a letto

In via dei matti numero zero

Amici e compagni (di merende) mi chiedono un parere sull’intitolazione di una vita di Trapani al camerata Giorgio Almirante, proposta dal consigliere comunale Totò la Pica.

Una proposta difesa su varie bacheche virtuali da giovani fascistelli o pseudo tali e vecchi (senza offesa) lupi della dialettica politica, probabilmente ammaliati dalle citazioni del Che Guevara della destra italiana (Fini, chi altri) o dall’apparizione epifanica di Donna Almirante in tv la scorsa settimana (quella del “il saluto fascista è un saluto igienico perché non bisogna stringere le mani”).

A difesa della raz–ehm, dell’iniziativa, le convergenze di intese tra Almirante e Berlinguer o all’amnistia favorita dal PCI nell’immediato dopoguerra. O anche, e soprattutto, il fatto che Giorgione nonostante sia stato tra gli autori di riviste di propaganda razziste e fasciste, e tanto fedele al duce da seguirlo a Salò, si sia poi pentito. Una giustificazione che sonda nell’animo di un uomo che non c’è più, quindi per carità, profondissima. Sul fatto che, in collaborazione con le truppe occupanti naziste, si sia macchiato più o meno indirettamente del sangue di connazionali, si soprassiede. Dopotutto era una guerra civile, e in amore e guerra, si sa, tutto è lecito.

Magari era una guerra civile anche negli anni di piombo, quando si armavano gli studenti fascisti (e dall’altra parte quelli comunisti) e dal palazzo li si guardava pestarsi a sangue prima di mandare i celerini a fare piazza pulita.

Spero in particolare che tra questi giovani neo-pro-bis fascisti (o come vogliono essere chiamati) non ci sia qualcuno che (come me) ha avuto parenti picchiati o tormentati dai fascisti – quelli veri – altrimenti si rivolterebbero nella tomba. A volte la storia vera, quella dietro l’angolo e dietro pochi decenni, insegna di più di quanto letto su internet o sugli opuscoli di regime.

ahinoi.

Comunque, se davvero si vuole proporre una strada intitolata ad Almirante, proporrei anche:

– Piazza Craxi (perché era un bravo statista, neh, e poi noi c’abbiamo Bobo (?))

– Corso Mussolini (perché i treni arrivavano in orario)

– Largo Tommaso Buscetta (ah! si è pentito anche lui, no?)

– Via Dottor Destino (dai che è il cattivo più figo dei fumetti)

– Vicolo Pietro Gambadilegno (dopotutto è simpatico)

– Via Macchianera (vedi sopra)

– Piazza Stalin (per par condicio criminosa)

– Via Michael Jackson (che ha deciso bene di smettere di essere un negraccio e diventare bianco)

– Largo Delfo Zorzi (dopotutto la magistratura lo ha appena scagionato)

– Piazza Hans Landa (che in Bastardi senza gloria Christopher Waltz ruba la scena a tutti)

Sarebbe bene che i nostri consiglieri comunali si impegnassero di più in discussioni più costruttive (consiglio da elettore, per carità). Tipo, la cittadinanza a Sodano, dovere di una città che prima ancora che anti-fascista dovrebbe essere bilateralmente anti-mafiosa.

Un saluto igienico a voi.

marco

PS: questo post è ecologico: ho riciclato alcune cose che ho scritto su Facebook.