#JesuisCharlie

Oggi è accaduto un fatto terribile, di portata storica, che non può che far rabbrividire e incazzare chi, come me, opera nel campo della comunicazione, del giornalismo e – non ultimo – dei fumetti.

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Un pasticcio del kazako

Ingenuamente, mi stupisce sempre la difficoltà in questo paese a individuare le colpe nei suoi errori più imbarazzanti o pericolosi. Per capire quale funzionario ha rispedito in carcere una rifugiata politica, serve un’indagine di *tre* giorni. Tre giorni per capire chi ha autorizzato quella porcata. Al ministero, staranno tutti lì a guardarsi tra loro borbottando “ma fusti tu?” “No, non fusti tu?” “ma cu fu?”. Il comune mortale, invece, vive segnato da firme, carte bollate e timbri per ogni piccola interazione con l’apparato dello stato. Mentre per l’affaire kazako, che più che un affaire è un affare visti gli interessi dell’Eni nella steppa, non si riesce a individuare né un pezzo di carta né una firma su un qualche registro che indichi chi ha fatto cosa. Io intanto una responsabilità l’ho individuata: la politica degli ultimi anni verso lo straniero (a meno che non si tratti di russi o cinesi pieni di piccioli) ha fatto del respingimento, culturale e fisico, l’arma principale. Di conseguenza, da anni, le persone per bene invocano una legge per i rifugiati politici, legge che un paese che ne ha generati tanti nei decenni passati avrebbe dovuto avere da un po’. Per una Shalabayeva e figlia che fanno giustamente notizia, ci sono centinaia di rifugiati dal Mali o dalla Tunisia che vengono rispediti a casa senza troppi scrupoli. Sempre che arrivino vivi in Italia, eh. I responsabili di queste leggi che permettono con tale leggerezza di giocare con le vite dei disperati e degli sconfitti del mondo sono facili da individuare: basta accendere la tv. In questi giorni quando li vedi ti viene da pensare a dei maiali.

Quella volta che Renzi vinse

Quando dall’Unità mi hanno chiesto di scrivere qualcosa su Mumble mumble sul tema delle primarie del centrosinistra, ho pensato subito di approfittare della forma atipica del blog per osare. Quindi ho tentato qualcosa di diverso dal solito commento o corsivo. Ecco il risultato (che pare sia piaciuto). Buon ballottaggio a tutti.

2050, fuga dalle primarie

Aldo McNamara, lo spin doctor del sindaco di Mega City Livorno (la megalopoli coincidente con la provincia di Livorno-Pisa-Lucca) era arrivato in ritardo. Una manifestazione di esodati lo aveva trattenuto sulla FIPILI per più di un’ora. La sua Marchionne VI, l’auto ibrida a benzina e carbone più cara sul mercato, lo aveva finalmente condotto nella sede del comitato elettorale centrale, in viale Obama angolo via Craxi. Aveva abbandonato la tranquillità delle campagna che si era concesso nelle ultime 24 ore per gettarsi a testa bassa nella giornata che attendeva da più di un anno: 25 novembre 2050, il giorno delle primarie del centrosinistra. Il sindaco Hu Wang lo aspettava picchiettando con le dita sulla scrivania, nel suo ufficio al comitato, tra motti e gigantografie alle pareti.

– Allora, hai i primi dati?
– No, non ancora. Solo voci.
– Ce li ho io. Siamo dietro al vecchio di otto punti percentuale.
– Otto? Otto… Possiamo ancora farcela.
Il sindaco Wang sbuffò, si slacciò la cravatta, e in un attimo sembrò invecchiare di cinque anni. All’improvviso, non sembrava più il candidato più giovane alle primarie.
– Col cazzo che possiamo. Il finocchio ci tallona, è a tre punti sotto di noi. Ci ha fregati con quella storia della liberalizzazione delle droghe pesanti.
– Aspe’, ho gli exit poll di Pagnoncelli, qui sul palmare.
Aldo controllava il microschermo del palmare toccandolo con la consueta sensualità.
– Hai ragione. Però la femmina non ha manco il 5 percento, il pospostpostdemocristiano è al 7.
– Che me ne fotte? Lo sai dove punto. Io non volevo arrivare al ballottaggio, porca della p–
La porta si aprì con uno schianto, le due veline entrarono sfregandosi le braccia per il freddo. Non era il caso di girare in bikini a novembre, ma erano esigenze di marketing.
– C’è qui uno della Terza Repubblica, quel giornale di postpostpostcomunisti. Dice che ha saputo dei nostri cartelloni subliminali 7×2 e minaccia di scriverne sul giornale.
McNamara corse dal giornalista, lasciando il sindaco solo. Dietro si lui, campeggiava il motto della campagna elettorale: grossi caratteri verdi sopra il logo del “Post Partito Democratico”, il PPD: “SPACCHIAMO TUTTO”. Il programma sulla scrivania, con i suoi cinque punti, gli era capitato sotto gli occhi e lo aveva ipnotizzato: TAV – EUROPA – AMORE – NO IMU – CIVIL PARTNERSHIP.
Quando tornò a guardare l’orologio sulla scrivania, sembravano essere passati pochi minuti, invece era già mezzanotte. Mandò un poke telepatico ad Aldo, che giunse correndo, sudato, con la camicia inzuppata.
– Allora?, gli chiese.
– Niente. Abbiamo perso. Ancora una volta il vecchio ce l’ha fatta. Ha vinto di nuovo Renzi.
Il sindaco Hu Wang, italocinese, 32 anni, due figli, prese il palmare, telefonò al nuovo candidato premier e si congratulò. Posato il telefono, tra sé e sé cominciò subito a consolarsi: tra un anno si sarebbe certamente tornati a votare. La coalizione con l’Udc non avrebbe retto.

(pubblicato originariamente il 24 novembre a questo link: http://mumblemumble.comunita.unita.it/2012/11/23/2050-fuga-dalle-primarie/)

Il Movimento 5 Panelle

Aggiornamento: sarà perché è unta, ma la situazione c’è quasi sfuggita di mano! Merito dei potenti mezzi di Facebook: il Movimento 5 Panelle continua la sua storia nella pagina ufficiale.

***

Il 6 e 7 maggio si voterà a Trapani, Erice, Marsala e Palermo, tra gli altri posticini. Mi sento già accerchiato, e confesso, anche un po’ tirato per la giacchetta. Per questo, con il buon Nico Blunda e il silenzio assenso di Giuseppe Lo Bocchiaro abbiamo deciso di prendere in mano la situazione.

Comunicato Stampa

Mettiamo finalmente a tacere mesi di illazioni, voci di corridoio, malizie e provocazioni. Posso finalmente svelare che io e Nico Blunda siamo i promotori di una lista civica che concorrerà alle prossime elezioni comunali a Trapani e a Erice. Si chiama Movimento 5 Panelle, è più che un partito, ma un’organizzazione spudoratamente devota all’arricchimento (dello spirito) e al potere (della panza). Si tratta di un movimento trasversale, che prende i problemi di pancia, parla con lo stomaco e vorrebbe finire sulla bocca di tutti. Non siamo ancora alleati con nessun partito, proprio perché vogliamo allontanarci dai soliti schemi: non ne possiamo più di questa destra che resta la destra di un tempo e di questa sinistra che resta la destra di un tempo. Non ci interessa né una grande città né una città grande: solamente una città degna di essere chiamata tale. Non abbiamo simpatie né per gli estremismi ideologici né per quelli scatologici, né per le prese di posizione inamovibili come un furgoncino a San Giuliano: tutto sommato ci interessa solo mangiare il nostro panino al bar, in santa pace. A breve, comunicheremo le date per le primarie di colazione, che si svolgeranno un mese prima delle elezioni dalle 7:30 alle 10 nei migliori bar delle due città. I candidati verranno rivelati prossimamente. Come detta ormai l’agenda politica locale, tutte le comunicazioni verranno svolte solo ed esclusivamente sui social network, dove è notoriamente più facile litigare e cancellare gli amici fingendo che non siano mai esistiti.

Buona giornata,
Il coordinamento internazionale del Movimento 5 Panelle

Comunicato Stampa II

Noto con piacere grande curiosità verso il Movimento 5 Panelle, anche dagli amici di Palermo. Molti ci chiedono chi appoggeremo alle Primarie del Centrosinistra palermitano. Ecco, per quanto possa essere figo poter dire “A Palermo abbiamo un Faraone”, non ci sbilanciamo ancora. Molto dipende da cosa si deciderà al congresso fissato per il 15 marzo tra il nostro Movimento e gli amici del Partito Popolare della Meusa, già noto in tutto il capoluogo per i dirompenti adesivi diffusi per la città con scritto “Massaggiatrice discreta riceve con calma dalle 21:00 alle 1:00 senza dignità”.
Ne approfitto per salutare il leader del Partito Popolare della Meusa, l’architetto dott. Giuseppe Lo Bocchiaro.

Cordialmente,
Il coordinamento internazionale del Movimento 5 Panelle