20 anni senza Ilaria e Miran

A Ilaria Alpi penso spesso. Un’inchiesta sul suo lavoro e sulla sua morte è stato il mio primo fumetto “lungo” e in volume, la prima graphic novel che ho pubblicato, nel 2007, per Beccogiallo. Non solo fu l’occasione per lavorare con un fuoriclasse come Francesco Ripoli, ci portò a vincere un premio importante come il Micheluzzi e ci mise in contatto con gli amici dell’Associazione Ilaria Alpi, ma fu innanzitutto il modo per sperimentare personalmente un metodo d’inchiesta giornalistico dietro una sceneggiatura. Stavo a Palermo, finivo il master in giornalismo e lavoricchiavo sul campo, e vedevo che in quelle ricerche su un omicidio così lontano erano necessari gli approcci che mi avevano insegnato, mediati da una consapevolezza del medium che non avevo ancora fatto mia (e forse manco adesso, chissà). Tra le carte, le interviste, i filmati, le foto che ho consultato o fatto per scrivere quella sceneggiatura, spiccava la relazione di minoranza e la controrelazione di Mario Burgarelli scritte al termine dell’unica commissione d’inchiesta dedicata al caso Alpi-Hrovatin (unica nonostante ogni governo a ogni insediamento, da allora, ce ne promette una). La stessa commissione il cui verdetto finale, per bocca del presidente Taormina, diceva in sostanza che Ilaria Alpi e Miran Hrovatin erano due turisti sfortunati. Quelle altre due relazioni non solo sbugiardano Taormina, sottolineando le mancanze e gli errori nell’inchiesta della commissione, ma ci ricordano che i limiti imposti nel cercare la verità su questo omicidio sono imposti dallo Stato stesso (potete leggerle tutte a questo link http://www.ilariaalpi.it/?p=1227). Negli anni da allora, ho avuto modo di parlare di Ilaria e Miran in tante scuole, dalle medie alle superiori, così come in teatri e in università. Ogni volta, lo stupore dei ragazzi emerge non quando racconto della crudezza dell’esecuzione o delle possibili scoperte in quel paese lontano, ma quando racconto delle videocassette e degli appunti spariti nel tragitto da Mogadiscio a Roma su mezzi militari, dei segreti di stato apposti su varie carte, dei testimoni che spariscono nel nulla. È lo stesso stupore che leggo quanto racconto delle assurdità emerse intorno all’omicidio Rostagno e alle indagini.  Ilaria e Miran mi ritornano in mente quando nelle nostre ricerche mi imbatto in vicoli ciechi, coperture, mascariamenti. Penso anche a Giorgio e a Luciana, alla loro forza quando spesso sono stati lasciati soli dalle istituzioni o sviati nella loro ricerca.

Se veramente vogliamo trovare la verità su queste vicende (e sulle conseguenze che ci toccano direttamente: traffici di droga, armi, rifiuti) spetta a noi, noi che indirizziamo attraverso il voto e l’impegno la macchina dello Stato, insistere, batterci, votare coscientemente, discutere, partecipare e informarci. Che sia attraverso un fumetto, un libro o il sito www.ilariaalpi.it.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...