Revolution will not be appreciated

Quando a fine gennaio 2012 la “rivoluzione” dei Forconi bloccò i trasporti in Sicilia, alla fine della fiera si contarono 500 milioni di danni. La fonte è Coldiretti, con i capi che dissero, due mesi dopo la protesta: “Pensare soltanto di tollerare altre azioni simili significa davvero voler affondare l’economia regionale”. Insomma, quelli che volevano risollevare le sorti della Sicilia e migliorarne l’economia (con proposte anche condivisibili o totalmente assurde) avevano solo peggiorato la situazione. Un esempio: il presidente della Ragusa Latte disse al Sole 24 Ore: “Abbiamo perso oltre un milione di euro di prodotto. Il latte è diventato una sorta di ostaggio di questa protesta. Se ne è distrutto parecchio e quello consegnato è stato praticamente svenduto”. Un altro esempio dei danni diretti dai Forconi: le file da psicosi dai benzinai, tipica profezia autoavverante. Tutti credevano che la benzina dai distributori sarebbe finita e tutti andavano a fare benzina finendola. Poi il metodo, con le intimidazioni (anche a Trapani ne ho testimonianze dirette) a chi si rifiutava di aderire al blocco. Il presidente dell’Antiracket di Catania affermò: “I negozianti hanno paura delle ritorsioni”. E poi il giochetto che fu la vera cartina di tornasole di tutta l’operazione. Si scoprì che prima ancora della protesta era stato depositato il logo dei Forconi come partito elettorale. E alle elezioni di maggio volti nuovi (mica tanto nuovi, c’era di tutto) si presentarono sotto quel simbolo. Adesso, il 9 dicembre, sfruttando il malcontento popolare, l’ignoranza e la memoria corta, i forconazzi ci riprovano, aderendo alla “rivoluzione” del 9 dicembre. Stavolta si espandono a livello nazionale associandosi a spudorati gruppi neofascisti, associazioni derivate da Forza Nuova, riciclati politici e altra gentaglia. Gente che fino a ieri ha fomentato il sistema, lo ha appoggiato e votato. Oppure che ora ha smesso di votare (leggete i post nella “pagina rivoluzionaria”)  ma pretende il cambiamento. E io ho paura non tanto per il blocco, o per la replica della porcata di due anni fa, anche perché credo che tutto sommato sarà il solito fuoco di paglia. Ma mi spiace e ho paura perché non si può demandare la rivoluzione ai fascisti, non si può permettere che il malcontento sia strumentalizzato da chi è violento, arrogante, ignorante, e magari pure colluso.

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