Giornalisti a Trapani, dimenticati o zittiti

Che giornata oggi per il giornalismo trapanese. Stamattina l’home page di Marsala.it ci accoglieva con la notizia di una richiesta di risarcimento di 50 mila euro alla redazione. La motivazione è assurda: gli articoli ledono l’immagine della città, secondo il primo cittadino di Marsala Giulia Adamo. Se sei un giornalista e critichi l’operato dell’amministrazione, dunque, puoi beccarti un provvedimento del genere. Se andasse in porto, sarebbe un precedente gravissimo. Firmato per di più dal Sindaco Giulia Adamo, non dalla cittadina Giulia Adamo. Massima solidarietà all’amico Giacomo Di Girolamo, dunque, e a tutta la redazione, con cui mi sono pregiato di collaborare più volte in passato.

Altra vicenda raccapricciante riguarda il mancato gratuito patrocinio del Comune di Trapani alla versione estesa del breve documentario Sanatano su Mauro Rostagno, diretto da Federico Zanghì e scritto da Andrea Ossino, Diego Gandolfo e Saul Caia. Qui la notizia firmata dal collega Giuseppe Pipitone. La motivazione, ancora una volta, ha dell’assurdo: anche in questo caso è riconducibile a una discutibilissima questione di immagine. La città dove Mauro ha scelto di vivere e dove è stato ammazzato ancora una volta ha problemi a ricordarlo. Non stupisce se il mancato patrocinio si deve al Generale/Sindaco Vito Damiano, quello che tempo fa disse che di mafia nelle scuole non si deve parlare (la cosa è più “sottile”: ne ho scritto qui). Insomma, non è che si rende conto che i problemi di immagine della città derivano, tra le altre cose, proprio da certe bout(tan)ade sue e dei consiglieri, come l’indimenticabile sparata sugli autobus per soli immigrati.

Questo è il testo di una lettera che ho appena scritto al mio (ahimè) sindaco:

Gentile sindaco, l’anno scorso ho avuto l’onore di far parte della ristretta giuria del Premio “Una storia ancora da raccontare” del prestigioso Festival del Giornalismo di Perugia. Io il video di Sanatano l’ho visto, votato e premiato con grande piacere. Poter contribuire per far vincere il secondo premio a questi ragazzi, trapanesi come me e lei, è stato importante. Quel breve documentario (http://vimeo.com/41339586) mi è sembrato proprio una «manifestazione promozionale» della nostra città, la dimostrazione che si può fare bene, si può realizzare un prodotto audiovisivo professionale, si può ricordare in maniera brillante ed elegante una persona che ha dato il massimo tributo a questa città che aveva scelto, come diceva. E il premio è stato un giusto e meritato riconoscimento. Rifiutarsi di concedere il patrocinio gratuito è grave. Qua si va oltre i dibattiti sulla semantica, sui “malandrini” al posto di “mafiosi” o su presunti fraintendimenti su quella sua purtroppo famosa frase sulla mafia nelle scuole di cui abbiamo a lungo discusso. Stavolta si parla del rispetto verso giovani professionisti locali e del riscatto di una città con un passato – e forse un presente – scomodo agli occhi del paese e alla memoria di Mauro Rostagno. È un riscatto che passa anche da queste cose che forse lei ritiene solo simboliche. Ma sono i simboli le prime armi della memoria, no?

Prevedo che non sortirà nessun effetto, ma invito chi legge a sostenere Giacomo e i ragazzi di Sanatano anche solo condividendo queste notizie assurde. Sì, lo ripeto per la terza volta.

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