Il migliore in quello che fa

wolvie

Tra i tanti lavori realizzati quest’anno silenziosamente, senza cioè il battage che cerco di dedicare ai miei libri, ci sono parecchi volumi della collana Marvel Omnibus. Sono quei mallopponi eleganti e patinati che raccolgono cicli completi o saghe corpose dall’epoca classica della Marvel fino agli anni più recenti. Ridendo e scherzando, quest’anno sono stato l’editor di:

Omnibus Amazing Spider-Man di Todd McFarlane (con il ciclo su Amazing del più rivoluzionario dei disegnatori dell’Uomo Ragno).

Omnibus Assedio (con l’evento Marvel di un paio d’anni fa, completo di spin-off e di un corposo apparato di extra inediti in USA, un volume che non ha ancora un corrispettivo da parte della Marvel americana)

Omnibus X-Men di Chris Claremont e Jim Lee vol.1 (le storie grim & gritty di Uncanny X-Men che hanno traghettato i personaggi negli anni 90, con i disegni di Lee e Marc Silvestri che da bimbetto avrò tentato di copiare mille volte)

E poi l’attesissimo Omnibus Nick Fury di Stan Lee, Jack Kirby e Jim Steranko (anch’esso senza corrispettivi americani diretti, pieno di chicche visive e narrative, espanso fino a comprendere tutto il Fury “classico” su intuizione dei miei boss Marco Lupoi e Sara Mattioli).

In questi giorni sto chiudendo la lavorazione (per quanto mi compete)  dell’Omnibus dedicato a Wolverine, che uscirà a luglio in occasione del nuovo film. Credo sia a pari merito con il volumone su Nick Fury nei miei affetti, forse anche qualche gradino più su visto il mio affetto per il personaggio. E anche perché, anche in questa occasione, abbiamo volutamente differenziato il contenuto dall’Omnibus americano creando un prodotto originale. I motivi sono vari:

– l’originale supera le mille pagine, questo, a 800 e passa pagine è già un volume enorme, rischieremo di renderlo illeggibile (l’altrettanto corposo Omnibus Thor di Walt Simonson l’abbiamo diviso in due)

– l’omnibus americano puntava anche sulla cronologia delle storie, presentando roba certo non imprescindibile. Queste storie le abbiamo tolte, e alcune potrebbero essere ristampate in futuro.

– Abbiamo tenuto storie come Kitty Pryde e Wolverine che altrimenti non sarebbero mai state ristampate, essendo forse più “deboli” commercialmente, ma che non si vedevano da vent’anni

– Abbiamo tolto la mitica Weapon X di Barry Windsor-Smith, dato che l’abbiamo ristampato in tutte le salse negli anni passati.

– abbiamo preferito raggiungere la conclusione del ciclo di Peter David e John Buscema (inchiostrato da Sienkiewicz, mica cotiche) con il Gehenna Stone Affair, anche queste storie che non si vedevano da decenni. L’Omnibus USA se non ricordo male si ferma sei numeri numeri prima.

Insomma, come fatto con Fury, è praticamente un Omnibus che non ha un corrispettivo americano esatto. Dentro ci sono autoroni come John Buscema, Peter David, Bill Sienkiewicz, Gene Colan ma soprattutto un grandioso Chris Claremont e uno sperimentale Frank Miller. Ci sono le prime apparizioni della spada Muramasa, le avventure di Logan/Guercio che sono molto poco supereroistiche e più noir, i primi scontri con Silver Samurai (il villain del prossimo film), Jessica Drew/Spider-Woman nei panni della detective, la Tigre, Hogun, la prima apparizione di Wolverine che non ristampavamo dallo storico Wolverine Intro del 1998 e altre cosine sfiziose. C’è tutto il fascino del personaggio, dal suo esordio come feroce macchina da guerra alla scoperta delle sue origini e del suo io in cerca di redenzione, il suo lato da avventuriero e sciupafemmine e quello di ronin in cerca dell’amore della sua vita. Quindi, se siete ancora sull’onda lunga natalizia dei regali e volete farvene uno a luglio, cominciate a mettere i soldi da parte…

Un ultimo appunto: questi volumi nascondono dietro, forse più di altri, un lavoro enorme da parte di tutta la redazione. Lungi da me quindi prendermi il merito: a partire dall’ideazione e dalle proposte del sommario, fino alla revisione passando per traduzioni, correzioni e impaginazione, c’è alle spalle un impegno enorme da parte dello staff Panini. Credo che nel risultato finale, di solito, si veda eccome.

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