Post-Napoli 2010

Questa edizione del Comicon si merita più di altre un post sul post-fiera. Non ho vinto una mazza e non avevo libri nuovi da presentare. L’unico vero momento “professionale” era la presenza nel collettivo di autori di Futuro Anteriore, come detto qualche giorno fa, che ha avuto uno sbocco pubblico nel catalogo (ma nella stampa si sono persi dei bei grigi di Lelio, mi spiace dirlo) e nella conferenza di domenica mattina (a cui non ho potuto presenziare per problemi logistici, mi spiace dirlo). Per il resto, sono stato in vacanza. Ho passato qualche ora allo stand Beccogiallo a parlare delle prossime sorprese editoriali, sono stato in giro a fare compere, ho avuto modo di farmi un’idea – tutta mia – su quello che potrebbe essere il futuro della mostra mercato napoletana, per la prima volta mi sono trovato dietro lo stand PaniniComics (seppure in via non ufficiale), ho aggiunto un’altra persona alla lista “gente da non salutare”, ho conosciuto Uli Oesterle (e letterare il suo Hector Umbra è stato un onore) e rivisto l’amico Goran Sudzuka, ho beccato un po’ di complimenti (e persino attestati di solidarietà…) per gli ultimi risvolti, ho visto una marea di belle fanciulle (come sempre nella feconda Campania). Ma sopratutto, ho mangiato, chiacchierato, riso e bevuto con amici e colleghi che mi hanno ricordato che pochi stronzi non avvelenano più di tanto un mondo fatto in buona parte di bella gente. Ho anche imparato che senza barba la gente non mi riconosce.

Essendo stata una fiera vacanziera, non mi sono posto più di tanto il problema del funzionamento della nuova sistemazione, sul momento. Ma ci sto ragionando in queste ore e credo comunque che si saprà dell’effettivo successo quando si capirà in quanti (e quali) editori si sono lamentati del presunto calo di vendite, e che è effettivamente, dislocare la fiera in due posti così distanti crea disagio per chi – come me – ama entrambi gli aspetti del fumetto, quello popolare e quello (sigh) autoriale. Se il problema è, come ho detto in passato, la maleducazione della gente o la gestione degli spazi, forse bisognerà rinunciare alla suggestiva cornice e pensare a quale spazio sia effettivamente più adatto a una convention così vasta e varia. Magari gli autori (sempre trattati con dignità e rispetto, e coccolati al massimo da alino, Claudio e la squadra tutta) lo apprezzeranno di meno, sicuramente l’atmosfera non sarà la stessa, certamente il Comicon ne perderà in originalità, e al 100%, ci sarà qualcuno che continuerà a lamentarsi. Ma giusto per dirne una, camminare in macchina o mezzi pubblici per Napoli non è proprio come passeggiare per Lucca… e lo dico da – orgogliosamente – terrone.

Nota a margine: la mostra su Spirit è stata fantastica, e meriterebbe di essere portata in giro.

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