Mater Morbi

Storia bella, coinvolgente ed emozionante, per le corde che tocca e – non banalmente – per l’esecuzione. Credo che sia la cosa più “autoriale” (se mi passate il termine) tra le produzioni “popolari” (se mi passate il termine) sugli scaffali negli ultimi anni, certamente tra la roba scritta da Roberto, e probabilmente una delle più “personali” in casa Bonelli. E forse proprio perché l’ambizione del racconto è genuina e non è artificiosamente sofisticata, non genera un corto circuito come ho visto – sensazione mia, sia chiaro – su Animals o Jan Dix. Carnevale, come sempre è su un livello stratosferico, e gioca con le ombre così come gioca con la grafica e le pennellate nelle sue copertine.

Questa storia si merita tutto il clamore di questi giorni: sia perché è sembre bene che si parli di certi temi, e che si ricordi periodicamente che il fumetto può e deve farlo, sia perchè merita di essere letta anche da un pubblico non occasionale. E poi, Roberto e Massimo hanno le spalle larghe.

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