Dicevamo di soddisfazioni…

Che dire della giornata di oggi? Sto per crollare, quindi mi limito a segnalarvi l’articolo di Domenico Giardina da SiciliaInformazioni, che racconta un po’ la mia giornata campale (depurandola da viaggi concitati, tour gastronomici e altre amenità).
PS: e non finisce qui…

“Un giullare contro la mafia” vince il Premio Siani.
Gli autori siciliani, Rizzo e Bonaccorso, vincono per il miglior fumetto

Un fumetto non è solo una sequenza di strisce collegate una dopo l’altra per regalare momenti di svago a chi ne vuole usufruire. Un fumetto può diventare una forma di comunicazione più ampia, capace di informare e raccontare storie piccole e grandi. Un modo semplice ma non banale per veicolare messaggi positivi e contribuire a mantenere viva la memoria di eroi contemporanei. Un ottimo esempio in tal senso è il fumetto che due giovani autori siciliani, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, hanno realizzato sulla figura di Peppino Impastato, il giovane giornalista e politico ucciso dalla mafia a Cinisi il 9 maggio del 1978. “Peppino Impastato – un giullare contro la mafia” ha vinto l’edizione 2009 del “Premio Siani”, riconoscimento istituito per ricordare la figura di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra all’età di soli 26 anni nel 1985. Il premio è stato vinto in ex-aequo con un fumetto sulla vita di don Peppe Diana, sacerdote campano anch’esso assassinato dalla camorra. Il premio ai giovani autori siciliani è stato consegnato oggi a Napoli nella sede de “Il Mattino”, quotidiano tra gli organizzatori del premio.

Marco Rizzo non nasconde la sua soddisfazione per il riconoscimento appena ricevuto: “Da giornalista, oltre che da autore, ricevere un premio intestato a Siani è una grande responsabilità e contemporaneamente un invito a fare sempre meglio nel mio lavoro e nel mio impegno sociale. E’ una grande soddisfazione che si lega a quella di aver avuto la possibilità di ricordare Impastato tramite il fumetto che ci ha permesso di arrivare a tanti giovanissimi”. Dopo averlo presentato nelle maggiori città italiane insieme al “compagno di avventure” Bonaccorso, Rizzo ci tiene a sottolineare che “l’interesse per la figura di Peppino è sempre vivo e non soltanto al sud. Con piacere abbiamo registrato che il 90 per cento degli incontri programmati è stato richiesto in città del nord Italia, sintomo di come le figure di certi eroi contemporanei non si possono racchiudere in ambito locale come qualcuno, negli ultimi tempi, ha cercato di far credere attraverso decisioni di cattivo gusto”.

Di sicuro non sarà una targa staccata dalla biblioteca di uno sperduto paesino della Lombardia a intaccare la memoria di Peppino Impastato che, ci tiene a ricordare Rizzo, “è il simbolo di una Sicilia onesta e lavoratrice che non vuole piegare la testa o girarsi dall’altra parte di fronte alle prevaricazioni e alle ingiustizie”.

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2 pensieri su “Dicevamo di soddisfazioni…

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