Introducing… Marney

Sembrava una giornata come tante. La notizia del giorno, per me, era l’annuncio di un libro che adoro, e al quale ho avuto l’onore di dare un minimo contributo, Jack Kirby – King of comics, a cui dedicherò senz’altro un post più in là.
Nel primo pomeriggio, quando a New York si svegliavano, avevano invece deciso di scombussolarci la giornata: la Disney ha annunciato l’acquisizione della Marvel Entertainment (ossia, in sostanza, Marvel Studios e Marvel Comics). Le fredde valutazioni finanziarie sono state travolte dalle notizie date dagli incompetenti (Batman e Superman passavano al Tg2 quando si parlava dei famosi eroi Marvel, Stan Lee è diventato – come spesso accade – un disegnatore, a Canale 5) e dalle preoccupazioni dei nerd che hanno invaso la rete, con timori al momento infondati (che succederà ai personaggi gay? e alla violenza? e chiuderanno le testate?), auspici che non condivido (licenzieranno Quesada? metteranno al rogo Bendis?) fantasie che hanno quasi del perverso (Campanellino nei Vendicatori?) e le solite sparate degli opinionisti della domenica. Io, che sono un opinionista del lunedì, le mie sparate le ho sparse un po’ su Facebook (dove sono sorti gruppi dalle premesse o dalle finalità idiote) e un po’ in un articolo per Comicus.it che vi ripropongo qui.

Disney acquisisce Marvel – i primi commenti

La notizia dell’acquisizione della Marvel da parte della Disney, piovuta come un’inaspettata doccia fredda sul mercato, sembre avere data una scossa al mondo del fumetto, conquistando prime pagine sui giornali di mezzo mondo.
Inevitabilmente, si scatena il mondo di internet con le idee più strane e i commenti più vari, dai catastrofismi alle battute.

I lettori italiani sono senz’altro interessati alla sorte delle numerose pubblicazioni italiane con i personaggi Marvel. Abbiamo interpellato a caldo Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale di Panini Comics/Marvel Italia: “Al momento non sappiamo dire molto… per ora ‘business as usual’, e anche per gli anni a venire… ma sicuramente la Disney darà un grande impulso alla Marvel e alla sua multimedialità”. Altri commenti seguono sul blog di Lupoi.

Joe Quesada, Eic della Marvel Comics, non parla d’altro, su Twitter: “Un benvenuto a questo storico momento. Calmatevi tutti, questa è una notizia incredibile e va tutto bene nell’Universo Marvel. […] Non ho mai visto tanta eccitazione nei corridoi della Marvel da… Beh, da sempre. […] Prendete tutti un bel respiro, tutti i vostri fumetti preferiti rimangono uguali. […] Se avete presente il rapporto Disney/Pixar, allora capite come questa sia una nuova alba per la Marvel e l’industria del fumetto. […] Sembra la mattina di Natale.”

Interessanti dichiarazioni trapelano soprattutto per il settore animazione, che pare possa riservare novità già in cantiere: “Quando è stato chiesto se ci fossero potenziali contaminazioni tra Marvel e Pixar, la Disney ha risposto che la Pixar di John Lassater si è già incontrata con i più importanti creative executives della Marvel e il gruppo si è esaltato rapidamente. La Disney guarderà a tutte le opportunità possibili e ci saranno prodotti interessanti che deriveranno da questa collaborazione.”

Uno degli scrittori di punta della Marvel, Mark Millar, si pronuncia così: “Wow. Non avevo idea che stesse succedendo tutto questo. Dubito che anche Joe lo sapesse, visto che immagino si sia trattato di una cosa tra Ike [Perlmutter, CEO della Marvel, NdR], Disney e la Marvel. Se Joe [Quesada, Ndr] l’avesse saputo sicuramente non avrebbe potuto dircelo, ma è tutto molto interessante. […] Quello che significa per le nostre paghe, condizioni contrattuali, etc è ancora incerto, ma immagino che siamo troppo in fondo alla catena produttiva per accorgercene. E’ come quando la DC è stata acquistata dalla Warner. Si tratta di una grande notizia e ci metteremo giorni, o forse settimane per capire pienamente come influenzerà il settore”.

“Può essere solo una cosa buona della Marvel,” ha detto lo sceneggiatore Mike Carey. “Avere alle spalle un gigante multimediale dell’intrattenimento ti da sicurezza, e la sicurezza ti da la disponibilità di correre rischi più grandi. Non che la Marvel sia stata timida, finora. “

Dan Slott, altra penna sulla cresta dell’onda alla Marvel invece, precisa di voler rilasciare un solo commento: “Squirrel Girl in un cartone Marvel. Ehi, potrebbe succedere!”

Ottimista invece Tony Bedard, scrittore al servizio della DC Comics: “Spero che la Disney riconosca che l’attuale squadra editoriale alla Marvel sa bene cosa fa. Grazie alle profonde tasche della Time/Warner, la DC può produrre e mandare avanti titoli con vendite più basse, come R.E.B.E.L.S. or Jonah Hex, dove invece la Marvel è costretta a chiudere. Forse così daranno più chance a dei progetti e troveranno il modo di aumentare il proprio pubblico. Sono cautamente ottimista”.

Anche C.B. Cebulski, scrittore ed editor della Marvel, commenta positivamente sul suo account Twitter: “Ci dicono che è come quando la Disney ha comprato la Pixar… Tutta la Marvel rimane com’è. […] Da quel che ho sentito nelle ultime tre ore l’unione tra la Disney e la Marvel è una cosa MOLTO BUONA per noi. Sono molto positivo a riguardo.”

Sembra che sia ancora presto per fare valutazioni. Di certo c’è un balzo in borsa del 26% per della Marvel Entertainment, che, vi ricordiamo, comprende anche la divisione Marvel Studios, mentre la Disney è al 3%. Inoltre, il portavoce della Universal Tom Schroeder, tranquillizza i fan diretti al parco a tema Marvel all’Universal Islands of Adventure di Orlando, in Florida, assicurando che l’accordo non avrà alcun impatto sul luna park. Ancora poco chiaro invece il destino delle testate della Boom Studios con personaggi Disney e Pixar, ma anche in questo caso è lecito pensare che accordi presi in precedenza sulle licenze non vengano influenzati, come detto nel corso della conferenza stampa (cosa che dovrebbe riguardare anche le license per l’estero dei personaggi Marvel, dunque). Nessun commento per ora da Boom Studios.

Abbiamo chiesto un parere anche a Gianfranco Goria, attento osservatore del mercato con AFnews.info ed esperto di fumetti Disney, su quelle che possono essere le conseguenze e le motivazioni dell’acquisizione da parte dalla casa di Burbank: “Credo si tratti di un’acquisizione naturale e giusta per una azienda come la Disney che ha di fatto rinunciato, tantissimi anni fa, a investire seriamente (in casa) su un immaginario a basso costo e ad alta produzione come il fumetto. Col tempo il ‘deposito di creatività’ non ha potuto che assottigliarsi sempre più, per cui una gestione oculata richiede necessariamente di andare ‘a caccia’ altrove. La Marvel-fumetto è in piena attività, muove un sacco di creativi su un sacco di personaggi e di ambienti narrativi e può quindi offrire un ricco e sufficientemente diversificato ‘immaginario collettivo’. Incamerarlo vuol dire rilanciare una prospettiva di lungo periodo per la multinazionale statunitense dell’intrattenimento. Poi i soldoni, si sa, si fanno con cose diverse dal fumetto, ma è da quella gigantesca creatività a basso costo che può nascere quel ‘qualcosa0 che, di tanto in tanto, consente di uscire con un film (e con tutto il resto che vi è collegato) che ricompensa abbondantemente ogni investimento.
Cosa succederà ora, all’atto pratico e nel breve periodo, ai fumetti Marvel e/o ai fumetti Disney è tutto da vedere. Anche non cambiasse nulla, avrebbero comunque fatto l’affare giusto, quelli della Disney. Col tempo è ipotizzabile una ottimizzazione aziendale (e, quindi, temo, anche i classici esuberi di personale che queste fusioni portano con sé) e forse anche una potatura sulle varie serie a fumetti. Staremo a vedere.”

Invece è già evidente la prospettiva di un grosso colosso dell’entertainment che mira a un target trasversale e in maniera ramificata (cinema, animazione, merchandising, fumetti, etc.): il New York Times nota che se negli ultimi tempi la Disney è riuscita a conquistare un pubblico di ragazze con “Hanna Montana”, “High School Musical” e la linea “Principesse”, è attualmente debole su quella fetta di mercato composta da giovani adulti di sesso maschile a cui invece la Marvel fa riferimento.
I lettori, intanto, sperano che come riportato sopra, i punti di pareggio al di sotto dei quali le testate Marvel con basse vendite vengono chiuse, diventino più alti, e soprattutto che, come si affrettano a precisare al reparto editoriale, la Disney non influenzi i contenuti delle testate. C’è da precisare, in effetti, che Disney significa anche Buena Vista Motion Pictures, corporation che include anche Miramax, Touchstone e produzioni certamente non indirizzate ai bambini. Proprio a tale proposito, citiamo il blog di MML: “Non temo che lo spirito Disney possa ‘frenare’ la creatività della Marvel e il suo animus: Disney in USA gestisce un canale TV come la ABC con contenuti assolutamente per adulti, così come svariate etichette hollywoodiane destinate a un pubblico di tutte le età. Viceversa Disney può dare a Marvel accesso a canali TV presenti in tutto il mondo come il Disney Channel, a un produzione di cartoni animati non più episodica ma regolare e con un accesso alla trasmissione già assicurato, con una ricaduta sul mondo dell’editoria e del licensing immediata.”

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3 pensieri su “Introducing… Marney

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