U’ Suitanu

“Ci sei andato a vedere il panfilo del sultano?”
No.
“E a vedere il concerto che ha organizzato a Piazza Massimo ci sei andato?”
No. Manco lui c’è andato se è per questo.
“Ma lo sai che il sultano ha donato 5 mila Euro all’Ospedale dei bambini?”
Ma va? Potremmo farlo Assessore regionale alla Sanità.
“E’ come in una fiaba.”
Ma va a cagare!
Caro palermitano, ancora una volta sei vittima dei tuoi stessi stereotipi. Una fiaba? Che fiaba è quella dove una ressa di persone dietro una rete di protezione fa fotografie con il cellulare a degli sguatteri che lucidano una barca? Da bambino cosa ti leggeva tua madre prima di andare a dormire, le etichette del Dash?
A Palermo, come persino il Tg1 ha riferito oggi, l’argomento della settimana è il sultano del vattelappesca che ha ormeggiato al porto della città (imponendo una serie di restrizioni assurde come l’occultamento dell’insegna del bar) il suo chilometrico barcone. Ha scaricato una pletora di ministri e lacché in giro per la città a spendere un po’ di quattrini, mentre se ne sta rintanato nella sua barca. Ha portato ancora più dindini nella zona bene della città (furbo Sulta’, ci sono ancora i saldi!), con shopping e conti salatissimi nei ristoranti (pare) e ha fatto importanti donazioni all’Ospedale e al Conservatorio (pare). I suoi ministri (ma non lui) sembra abbiano incontrato le autorità locali (già immagino certe scene comiche…). Pare ci sia in ballo la costruzione di un “qualcosa” da “qualche parte” con in ballo “un mare di soldi”.
Questa visita, condita di leggende metropolitane e chiacchiere da bar e da tg locali, ha scatenato i palermitani, che si affollano sul molo per fotografare il panfilo e provare a sbirciare, o alcuni, intraprendenti, a chiedere soldi (?), lavoro (??) o case (???). Lo yacht del sultano si è sostituito, per una volta, a Palazzo D’Orleans, sede della presidenza della Regione, facendo tirare un sospiro di sollievo ai nostri governanti locali che possono tornare a non fare un cazzo impunemente in vista della lunga pausa d’agosto. Se resta ancora qualche giorno rischia di trovarsi gli striscioni dei forestali appesi all’albero maestro. Con quel concerto, intanto, si è sostituito all’amministrazione comunale che anche quest’anno non è riuscita a realizzare eventi estivi a Palermo.
È davvero incredibile che la disperazione (o l’illusione) porti la gente a credere che basta sporgersi dal molo e che qualcuno con la mano ingioiellata elargisca dollaroni. Non mi stupirei se qualche palermitana, come in un “Veline” in salsa araba, si fosse proposta per entrare nell’harem del sultano.
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5 pensieri su “U’ Suitanu

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