Porto di Trapani, chiesti 5 anni per Agate

Autorità Portuale, 5 anni per Agate
“Ha fornito dati falsi al Ministero”

Si pronuncerà lunedì prossimo la difesa dell’ex comandante della Capitaneria di Porto, accusato di avere richiesto l’istituzione dell’ente grazie a valori volutamente falsificati. Ma la pubblica accusa sembra avere raccolto numerosi dati a sfavore dell’indagato, tra cui la prova che l’ufficiale accusato da Agate di essersi occupato della pratica non si trovasse a Trapani

 Cinque anni di reclusione per Ignazio Agate, comandante della Capitaneria di porto al tempo dell’istituzione dell’Autorità Portuale, ottenuta grazie a dati falsificati da Agate stesso. Una richiesta di condanna pesante da parte del pm Paola Biondolillo, senza attenuanti e anzi con aggravanti (per “falsità” al Presidente della Repubblica e il Governo e per gli oneri costati allo Stato). Secondo la magistratura, Agate ha volutamente gonfiato i dati da fornire al ministero per garantire l’istituzione dell’ente nel capoluogo siciliano, che ha portato un maggiore afflusso di denaro e un maggior numero di “poltrone” nella gestione del porto. Si tratta della stessa Autorità Portuale sciolta da un decreto ministeriale poche settimane fa (causando un grosso strascico di polemiche e proteste) perché l’attuale gestione non avrebbe garantito un traffico merci che giustificasse l’esistenza dell’ente. E proprio il tonnellaggio in transito sarebbe il dato falsificato da Agate per il triennio 2000/2002. L’imputato non sostiene neppure che si tratti di un “mero errore”. Secondo i suoi avvocati, che parleranno lunedì davanti al giudice, non è stato Agate a trattare la tanto discussa pratica. Ma il pm Biondolillo ha smentito subito questa tesi, facendo presente che l’altro ufficiale chiamato in causa da Agate, Giovanni Nicosia, non si trovava neppure a Trapani al momento della firma del documento e della comunicazione dei dati al ministero. Inoltre, le indagini hanno portato alla luce delle tabelle negli archivi del ministero, risalenti a quel fondamentale triennio. Lì i dati indicati dalla Capitaneria di porto sono diversi da quelli comunicati da Agate, e inferiori ai 3 milioni di tonnellate annui per tre anni necessari per l’istituzione dell’Autorità.
Nel frattempo l’avvocatura regionale rappresentata da Francesco Cristaldi, ha comunicato in una nota inviata al Presidente Cuffaro e all’assessore al Territorio Ambiente che il Ministro dei Trasporti avrebbe commesso un vizio di forma nella procedura di scioglimento dell’Autorità trapanese non consultando la Regione. Si tratta di un parere articolato che basa la sua conclusione sul diritto della Regione a partecipare alla istituzione, regolamentazione di tutti i servizi nazionali di comunicazione e trasporti terrestri, marittimi, aerei che interessino la regione stessa.
(da Ateneonline)

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