Ilaria Alpi per l’AdnKronos

Sono tornato, e vi regalo il pezzo diffuso domenica da AdnKronos su ben 4 lanci d’agenzia, a firma di Antonella Lombardi, che ringrazio immensamente. Non ho ancora fatto la rassegna stampa per vedere dove è stato ripreso, intanto potete leggerlo qui per intero. C’è qualche piccola imprecisione (ad esempio alla fine si parla di pubblicazione, che ancora come sapete non è avvenuta) ma è un buon pezzo e sopratutto un ottimo servizio 🙂
LA CRONACA DIVENTA STRIP, A SETTEMBRE UNA STORIA SU ILARIA ALPI
SARA’ PUBBLICATA DALLA CASA EDITRICE IL BECCO GIALLO

Roma, 26 ago. – (Adnkronos) – “Attenzione: leggere libri può causare indignazione”. E’ il motto della casa editrice di fumetti ‘Il becco giallo’, che ha scelto di narrare i grandi casi di cronaca attraverso i fumetti, a ulteriore smentita, qualora ce ne fosse ancora bisogno, del fatto che le strisce illustrate non sono soltanto ‘innocenti evasioni’. A settembre la pubblicazione di una nuova storia: una graphic novel racconterà l’omicidio della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, inviati in Somalia. Nel volume la prefazione sarà a cura della giornalista Giovanna Botteri, amica di Ilaria e che nel 2003 ha vinto il premio di giornalismo intitolato alla collega scomparsa. Nel testo anche un inedito dell’attrice Giovanna Mezzogiorno, che racconta come si è preparata per la sua interpretazione nel film ‘Ilaria Alpi, il più crudele dei giorni’.
“Ci siamo accorti che nonostante fosse crescente in Italia l’interesse per i fatti di cronaca, non c’era all’interno del genere fumetto un progetto che desse spazio a questi temi. E’ un vuoto che ci ha indignati: non siamo né magistrati né politici e non vogliamo sostituirci a nessuno. Il nostro scopo è solo colmare un vuoto e puntare i riflettori su delle storie che possano scuotere le coscienze dei lettori, per creare dei movimenti di opinione”. Guido Ostanel, direttore editoriale della casa editrice, definisce così il proprio progetto, fondato da tre soci “tutti rigorosamente under 30 – precisa – e con sede nella provincia di Treviso”, lontano dalle classiche capitali editoriali come Roma, Torino o Milano. “Una scelta precisa nata da un’esigenza pratica che comporta costi minori”, ma rivendicata anche come una sfida “della piccola provincia ai colossi editoriali”. Il nome di questa minuscola ma promettente casa editrice che ha già ricevuto diversi premi e segnalazioni, è un “omaggio all’omonima rivista satirica fondata da Alberto Giannini nel 1924. Un esempio coraggioso”.
Tra le collane de ‘Il becco giallo’ quella di ‘cronaca nera’, che descrive i casi più inquietanti della nera italiana, come Unabomber, il delitto Pasolini o Rina Fort – il delitto che sconvolse l’Italia del dopoguerra – ma anche misteri particolarmente spinosi come quelli illustrati nella collana ‘cronaca storica’, con ‘i casi della memoria collettiva’ come il sequestro Moro, Chernobyl, Marcinelle, il terremoto del Friuli, la strage di Ustica e, infine, quella di Bologna. “Ognuno di questi libri – ha detto Ostanel – è per noi un tassello della memoria collettiva negata agli italiani. Normalmente, in Italia, il fumetto è considerato una forma di intrattenimento puro; noi invece, siamo guidati dalla passione per la realtà piuttosto che per la fiction”.

Non semplici volumi a tema, insomma, ma una linea editoriale che cerca di riprodurre “il rigore e le tecniche di una redazione giornalistica: non a caso è un giornalista lo sceneggiatore della storia su Ilaria Alpi, Marco Rizzo – ha dichiarato il direttore della casa editrice – ma anche il nostro metodo di raccontare la realtà è vicino alla ricostruzione giornalistica: prima di affrontare una storia intervistiamo le persone coinvolte, consultiamo archivi storici, confrontiamo le fonti e leggiamo eventuali atti di processi, senza la pretesa di sostituirsi ai magistrati”.
La vera novità introdotta da Il becco giallo nell’asfittico panorama editoriale a fumetti del nostro Paese sta però nella scelta di privilegiare autori e disegnatori tutti italiani, alcuni anche esordienti e che hanno avuto la possibilità di essere tradotti all’estero. Una vera inversione di tendenza, se si considera che i libri di questa casa editrice sono distribuiti non solo nelle fumetterie che si rivolgono a un pubblico di nicchia, ma anche nelle librerie di varia di tutt’Italia.
“E’ nota, rispetto ai paesi francofoni, la scarsa considerazione culturale che gode il fumetto nel nostro Paese – sottolinea, con una punta di amarezza, Guido Ostanel – ci proponiamo in libreria per rispetto nei confronti di questa forma d’arte e perché crediamo che sapere chi ha ucciso Ilaria Alpi o messo la bomba a Bologna è un diritto che spetta ad ogni cittadino”. E in questa sfida tra Davide e Golia sembra al momento avere la meglio la piccola casa editrice del Nord-est, che punta dritto alla Cina, dove presto saranno pubblicati i libri di Becco giallo. Un traguardo che normalmente viene raggiunto solo da realtà consolidate, dopo anni di successi.
Nel volume su Ilaria Alpi uno scritto dell’attrice Giovanna Mezzogiorno. “E’ commovente la descrizione che Giovanna fa della ricerca della casa di Ilaria e dell’incontro avuto con i suoi genitori” – ha detto Ostanel-, ma sarà presente anche un’ appendice a cura dello sceneggiatore, Marco Rizzo, per spiegare al lettore “quali sono state le mie scelte narrative distinguendo ciò che è vero dal verosimile”. Per affrontare la stesura della storia Rizzo ha detto di essersi documentato molto, attraverso letture di libri, tra i quali ‘Ilaria Alpi, un omicidio al crocevia dei traffici’, ma anche gli atti ufficiali della commissione parlamentare d’inchiesta. Il film con la Mezzogiorno però, Marco Rizzo lo ha visto solo dopo aver scritto il soggetto, per non farsi condizionare.
“E’ stato un lavoro più corposo che ha richiesto da parte mia maggiori responsabilità rispetto a quando si inventa una storia di sana pianta – ha detto lo sceneggiatore – in questo caso, scegliere di descrivere una scena in cui il proiettile viene sparato a 5 metri di distanza o a bruciapelo vuol dire privilegiare una testimonianza piuttosto che un’altra”. E poi, secondo Rizzo, c’è un fattore anche emotivo: “quando si scrive di una persona realmente esistita, nel lavoro di preparazione e conoscenza raggiungi una vicinanza col personaggio che è pesante da gestire; si crea una sorta di legame affettivo, ma allo stesso tempo si sente di invadere una certa intimità. Non è facile muoversi in punta di piedi e scegliere l’approccio giusto”.
Il compito affidato da Il becco giallo ai suoi autori non dei più semplici: orientarsi tra i grandi misteri d’Italia che sono veri e propri rompicapo (e che nella storia su Ilaria Alpi sono argutamente contraddistinti, nella divisione in capitoli, dai pezzi di un puzzle che il lettore alla fine potrà provare a comporre) è un’impresa che richiede precisione e preparazione, e che spesso è messa in crisi dalla contraddittorietà o dalla mancanza di fonti. “Non è facile rendere fluido, intrigante e senza buchi un racconto che magari si fonda su testimonianze discordanti”, concordano il direttore Ostanel e lo sceneggiatore Rizzo che per questo volume si è dovuto misurare con un’ ulteriore difficoltà. Come rendere interessante per il lettore una storia il cui esito è già noto? “Narrare la storia seguendo l’ordine cronologico degli eventi non avrebbe avuto senso. Meglio procedere a ritroso strutturando la storia come un giallo”.

Curiosa la storia dell’incontro tra lo sceneggiatore, Rizzo, e il disegnatore, Francesco Ripoli, alla sua prima esperienza. Durante la lavorazione al progetto i due non si sono mai incontrati ma hanno lavorato a distanza. Gli autori della storia, infatti, si sono potuti incontrare soltanto a pubblicazione avvenuta. Eppure ciò non ha impedito che da subito nascesse una forte alchimia professionale. Ripoli dice di aver sempre “ammirato il coraggio di persone come Ilaria che antepongono la sete di verità ad altro” e di aver scelto un taglio cinematografico per la struttura delle pagine “per via della mia visione del fumetto, forse non molto ortodossa, ma sono uno scultore diplomato all’accademia di belle arti e quando mi dicono che la mia forza sta proprio nel non essere un fumettista, lo prendo come un complimento all’originalità del mio lavoro”.
Il 15 settembre, a Bologna, all’interno della Festa dell’Unità ci sarà la presentazione in anteprima nazionale del fumetto, in una serata interamente dedicata a Ilaria Alpi con la presenza dell’editore, degli autori e di giornalisti, tra cui Mariangela Gritta Grainer, dell’associazione intitolata alla giornalista uccisa.
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4 thoughts on “Ilaria Alpi per l’AdnKronos

  1. ciao a tutti! ho scoperto x caso su google qta discussione e ..che dire?sono contenta che il pezzo vi sia piaciuto… io spero di incontrare presto dal vivo i becchi! buona lettura a tutti e complimenti a marco;)

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