Pianeta Rosso, ultimo atto

Non vorrei che passi inosservato, ma è uscito il sesto numero di Brand New. Dopo la spinta propulsiva dei primi numeri, dovuti forse all’effetto novità, si parla sempre meno di questa rivista. Forse non ha mantenuto le aspettative di alcuni, di certo non ha ricevuto le attenzioni che meritava nel settore, specie da parte degli addetti ai lavori, oltre che da quel tipo di pubblico che attendeva e invocava proprio una rivista come BN. Colpa forse anche un po’ dell’editore, che in questi mesi ha preferito concentrarsi sulle grosse novità di importazione non dando il giusto spazio pubblicitario alle nuove serie (Sand di Marco Morandi e Maria Cancellieri e Melting Pulp della riscoperta Alessandro Boni).

Personalmente il sesto numero della rivista mi interessa particolarmente perchè contiene l’ultimo capitolo di Pianeta Rosso, serie di cui ho parlato tanto negli scorsi mesi. Ai disegni, finora all’apice della sua breve ma sorprendente carriera, sempre Roberto Di Salvo, con le chine di Loriano Giacchi e i colori di una nuova scoperta, la preziosissima Erika Gobbetti, che ci ha salvato in corner e soprattutto ha fatto un lavoro eccellente.
Pianeta Rosso è, ad oggi, la storia più lunga che ho prodotto, nonostante nel mercato italiano 48 pagine siano un numero relativamente piccolo. Intanto, però, è una saga di amplio respiro, dal ritmo veloce, dove ho cercato di mettere tanta azione, un pizzico di romance, svariati riferimenti politici e ovviamente molta fantascienza. Per chi non lo sapesse, racconta di Yan Spartak, ex gerarca del regime comunista che nel 2117 comanda su tutto il pianeta, che trova motivazioni a pentirsi della sua posizione e a combattere il sistema. Come spesso succede per i miei personaggi (Kickboy in 12, o persino Ubermann), è un uomo disperato che deve, per forza di cose, affrontare un destino più grande di se per un bene collettivo. C’è anche una buona dose di critica sociale, in questo ultimo capitolo che tira le fila di tante cose (spiega le motivazioni di Yan e il suo rapporto con il suo persecutore, il capitano Smelov). Sarà lampante un parallelismo tra il regime comunista ucronico che fa da sfondo in PR e l’attuale USA post-patrioct act: secondo me, gli estremismi opposti arrivano spesso a coincidere.

Intanto, si è chiuso un capitolo, della mia carriera ma sopratutto della mia vita, visto quanto mi ha impegnato PR, specie in fase di ideazione.
In molti mi hanno chiesto se è previsto un sequel. Mi è stato chiesto dall’editore, ma per motivi personali (miei e di Robi) stiamo temporeggiando. Vediamo come va all’estero e valutiamo. Intanto la storia è totalmente autonoma a sé, il sequel potrebbe essere “solo” un di più che approfondirebbe certe conseguenze volutamente lasciate in sospeso e suggerite nel finale.

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5 thoughts on “Pianeta Rosso, ultimo atto

  1. Allora se ne parlerà nel 2021 quando i pianeti saranno completamente allineati davanti al sole…comunque continuerò a ripeterlo all’infinito, è stato bellissimo lavorare su Pianeta Rosso!!!

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