L’orgasmo come atto politico

Una delle pagine più sensuali, romantiche e profonde della storia della Letteratura:

Una volta che furono entro il cerchio tracciato dagli arbusti, Julia si volse verso di lui. Ansimavano tutti e due, ma il sorriso era tornato agli angoli della bocca della ragazza. Lo guardò per un istante, poi si portò la mano alla chiusura lampo della tuta. Fu quasi come nel sogno. Velocemente, quasi come lui l’aveva immaginato nelle sue fantasticherie, si era spogliata, gettando via gli abiti con quello stesso, magnifico gesto che nel sogno gli era parso annullare un’intera civiltà. Il suo bianco corpo splendeva al sole, ma per un attimo Winston non lo guardò, ammaliato da quel volto coperto di lentiggini e da quel sorriso appena accennato ma spavaldo. S’inginocchiò accanto a lei, prendendole le mani fra le sue.
«Lo hai già fatto prima?»
«Naturalmente. Centinaia di volte… dozzine di volte, diciamo.»
«Con membri del Partito?»
«Sì, sempre con membri del Partito.»
«Con membri del Partito Interno?»
«No, con quei porci no, ma ce ne sono a decine che lo farebbero eccome, se ne avessero l’occasione. Non sono così puri di spirito come vogliono fare intendere.»
Il cuore di Winston ebbe un balzo. Dunque Julia lo aveva fatto dozzine di volte. Bene, avrebbe voluto che lo avesse fatto centinaia, migliaia di volte. Tutto ciò che lasciava trasparire corruzione gli trasmetteva una speranza sfrenata. Chissà, forse sotto la superficie il Partito era marcio, forse il suo culto della fermezza e della rinuncia era una mistificazione che serviva solo a occultare l’iniquità. Con quanta gioia, se ne avesse avuto i poteri, avrebbe inoculato la lebbra o la sifilide in tutto il Partito! Con
quanta gioia avrebbe fatto uso di tutto ciò che potesse farlo imputridire, infiacchire, che potesse minarne le fondamenta! L’attirò giù. Erano in ginocchio, faccia a faccia.
«Ascolta. Più sono gli uomini che hai avuto e più ti amo. Capisci quel che voglio dire?»
«Perfettamente.»
«Odio la purezza, odio la bontà! Voglio che la virtù non esista in nessun luogo, e che tutti siano corrotti fino al midollo.»
«E allora, caro, dovrei essere proprio il tipo che fa per te, perché io sono corrotta fino al midollo.»
«Ma ti piace? Non sto solo dicendo se ti piaccio io, voglio sapere se ti piace fare l’amore in quanto tale.»
«L’adoro.»
Era soprattutto questo che voleva sentirle dire. Non il semplice amore per una persona, ma l’istinto animale, il desiderio indifferenziato, nudo e crudo. Era questa la forza che avrebbe mandato il Partito in pezzi. L’attirò a sé sull’erba, fra le campanule cadute. Questa volta non ci furono problemi. Dopo un po’ i loro petti ansimanti si calmarono ed essi, in una sorta di piacevole languore, si separarono. Sembrava che il sole fosse diventato più caldo. Entrambi avevano sonno. Winston allungò una mano a
prendere la tuta che Julia aveva scagliato via e con quella la coprì alla meglio. Si addormentarono quasi subito, e dormirono per una mezz’oretta.
Winston si destò per primo. Si tirò su a sedere e guardò quel volto cosparso di lentiggini, ancora immerso pacificamente nel sonno, che Julia teneva poggiato sul palmo della mano. A parte le labbra, non si poteva dire che fosse bella nel senso proprio del termine. A guardare con attenzione, aveva qualche ruga attorno agli occhi. I capelli neri, tagliati corti, erano straordinariamente folti e morbidi. Winston si rese conto che non sapeva ancora dove abitasse, né quale fosse il suo cognome.
Quel corpo giovane e forte, ora indifeso nel sonno, destò in lui un senti-mento di protezione, di compassione, ma quella tenerezza incondizionata, che aveva provato sotto il nocciolo mentre il tordo cantava, non l’aveva più sentita. Spostò la tuta e restò a guardare attentamente i suoi fianchi morbidi e bianchi. Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria.
Non esistevano emozioni allo stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all’odio. Il loro amplesso era stato una battaglia, l’orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico.

George Orwell, da 1984
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3 pensieri su “L’orgasmo come atto politico

  1. compare, minchia che gran pezzo..giorgione orwell è proprio un grandissimo.tutti gli animali sono uguali. ma alcuni animali sono più uguali degli altri. non aveva torto

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