La Repubblica di Calo’

Chi si ricorda di Calogero Mannino? I più attenti si ricorderanno dell’uomo politico colluso con la mafia, i più aggiornati sapranno che è il candidato numero 2 nelle liste dell’UDC in Sicilia, dietro Toto’ Cuffaro (che l’ha definito “un maestro”).
Ebbene si, nella Repubblica delle Banane post-Berlusconiana, dove una ventina di “onorevoli” dalla fedina penale poco onorevole siedono in Parlamento, è possibile il ritorno in pompa magna di una vecchia volpe della politica siciliana. E poco importa se nella sua lista Calo’ si trovi tra Cuffaro e un magistrato. In fondo la cosa importante è che se dovesse salire (e non ne ho dubbi, non lo si mette secondo per fare numero) eviterebbe il processo in data 21 aprile. Un processo che neppure la legge sull’inappellabilità votata anche per lui dai compagni di merende può evitargli. Quella legge infatti, potrebbe permettergli di sfuggire al nuovo appello disposto dalla Cassazione (dice, “per difetto di motivazione”) dopo la sua assoluzione in primo grado. Stiamo parlando della legge Pecorella. Lo stesso Pecorella avvocato di Berlusconi e presidente della Commissione Giustizia.
E chi rimprovera questi disonorevoli? Il loro vecchio compare Massimo Grillo, che uscito dall’UDC, adesso appoggia la Borsellino. Rimorsi di coscienza, improvvisa nitidezza della vista, o semplicemente paura di perdere?
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