Settimana cinematografica

Questa settimana, passata in una inquietante solitudine interiore più che altro (che significa non lo so manco io), mi sono dedicato per alcune sere a vedere un po’ di film (la passerella di Cannes non la vedo manco di striscio, invece… i lustrini mi annoiano).
Lunedì sera ho visto il bellissimo No Man’s Land, che in molti mi avevano consigliato. Una produzione internazionale che vede con toni da commedia (ma non troppo leggeri) lo scontro serbo-bosniaco. Momenti di tensione diventano quasi comici. Ma la vera cosa ridicola, in tutto il film, è la guerra. Nel senso che questa visione pazzoide, dove i soldati litigano come bambini in mezzo ad orrori inesplicabili, sottolinea ancora di più quanto è stupida, barbara e inutile la guerra sia… sempre, in ogni dove, senza se e senza ma. A seguire ho visto un film di Michel Gondry (quello dei video di Bjork), Se mi lasci ti cancello. Il titolo italiano riecheggia quelle odiose commediole romantiche stile Julia Roberts, e questo mi ha spinto a pregiudicarmene la visione ai tempi dell’uscita al cinema, avendo pensato si trattasse dell’ennesima cosa. Se mi fossi informato di più sul cast avrei scoperto la presenza appunto di quel genio pop di Gondry e della mia amata Kirsten Dunst. E mi sono stupito ed emozionato con un film davvero bellissimo. La trama del film gioca col tema dei ricordi (e precisamente i ricordi di una persona amata) ed è un riuscitissimo gioco ad incastro tra i ricordi più o meno manipolati ed un presente circolare. Il tutto imperniato su una storia d’amore (ma è solo la principale) con cui non mi è stato difficile impersonarmi. Il titolo originale, per intenderci, è Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Venerdì sera altri due film, nella pacifica solitudine della mia stanza: il carino Io, Robot (mi pento di non averlo visto al cinema per godere appieno degli effetti speciali), a volte un po’ retorico, ma comunque gradevole nel complesso (e altrettanto prevedibile) e lo straordinario Dottor Stranamore del maestro Kubrick. Non mi stancherò mai di vederlo. Un’altra acutissima e provocatoria riflessione sull’assurdità della guerra e l’imbecillità di chi la fa o la a appoggia.
Torno adesso dal cinema, ho visto Le Crociate – Kingdom of Heaven, girato da un Ridley Scott sottotono, monotono e noioso, senza nessuna trovata di regia o sceneggiatura che mi abbia fatto sobbalzare sulla sedia. Il messaggio critico sull’attuale rapporto tra musulmani e “oriente” è chiaro, a volte troppo retoricamente ridondante (ma fa bene a dirlo!). Noiose sono le scene di battaglie, duelli e assedi che non possono non ricordare tutti i film storici da Braveheart in poi e in particolare la trilogia del Signore degli Anelli, senza contare il solito protagonista che viene dal popolo e pur se novello cavaliere (che si improvvisa stratega, governatore e parecchie altre cose) rimane il classico bravo ragazzo eroe de noiartri. Una poco riuscita strizzata d’occhio a idee che decenni fa sarebbero state bollate come filomarxiste, ma che oggi sono solo trite e ritrite.
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